Razzi dice no alla patria potestà per i papà gay

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Razzi dice no alla patria potestà per i papà gay. Il senatore di Forza Italia  interviene sulla legge sulle unioni civili con una dichiarazione destinata a far discutere.

Razzi dice no alla patria potestà per i papà gay. Lo afferma il senatore di Forza Italia Antonio Razzi che, intervenendo sulla legge sulle unioni civili , esprime perplessità sulla formazione psichica dei bambini, figli di padri omosessuali che hanno sposato donne e , solo dopo alcuni anni, hanno dichiarato di essere attratti da persone del proprio sesso. Il senatore Razzi lancia un appello affinché qualcuno gli spieghi bene quali meccanismi si innescano e quali possono essere le conseguenze.Visto che si tratta di un tema delicato pubblichiamo la nota del parlamentare abruzzese Razzi, senza aggiunte nè tagli, in modo da evitare equivoci .

Razzi  scrive che ” per esempio: un eterosessuale, il signor Mario sposa Maria e con questa ha un figlio, Riccardo. Poi, Mario, si lascia con Maria e va a convivere con Emanuele omosessuale dichiarandosi egli stesso omosessuale. La legge chiede che anche Emanuele diventi a tutti gli effetti il genitore adottivo di Riccardo. Sin qui niente o poco da dire. Però sorgono alcune questioni cui qualcuno deve dare una risposta. Su tutte:   come sia possibile che un eterosessuale diventi omosessuale? La risposta frequente è che il povero Mario si vergognava, al cospetto della società di dichiararsi omosessuale, e quindi ha finto di essere eterosessuale per non essere messo alla gogna. Nel fare questa pantomima, ha sposato addirittura contro la sua natura di omosessuale una donna dalla quale avrebbe dovuto provare repulsione perché di sesso opposto al suo; ha finto con il mondo intero la sua posizione di eterosessuale e quindi anche nei riguardi di suo figlio; ha avuto rapporti di amore e sessuali con il sesso opposto al suo quindi contro la sua stessa natura di omosessuale attratto invece da quelli del suo stesso sesso; poi, ad un certo punto, lasciata Maria, allaccia un rapporto di amore omosessuale con Emanuele soggetto del suo stesso sesso. Francamente, a questo punto, non è in ballo la legittimazione di Emanuele ad essere il nuovo genitore adottivo di Riccardo. A mio parere in discussione è addirittura la patria potestà di Mario che ha mostrato una indecisione grave circa la sua stessa natura. O no? Parliamoci chiaro, Mario ha finto una condizione di eterosessuale essendo un omosessuale, e se continuasse a fingere anche nella nuova veste di omosessuale nascondendo vizio o perversione oppure addirittura una malattia? La scienza però ci dice che l’omosessualità è una condizione naturale. E allora? Sono troppe le dichiarazioni di chi  si dice, viceversa,”guarito” dall’omosessualità considerando quindi quella condizione alla stregua di una vera e propria patologia. Ma se l’omosessualità è una malattia, una perversione o qualsiasi altra cosa diversa dalla normalità della condizione di omosessuale, allora ad un padre come Mario è necessario togliere la patria potestà altro che storie! Come spiegherebbe Mario a suo figlio Riccardo quello che ha combinato?”.

L'autore

Gigliola Edmondo
Laureata in Lettere Moderne e in Giornalismo medico- scientifico con lode, è iscritta all’Ordine dei giornalisti, elenco Pubblicisti dal 1995. Esercita l’attività giornalistica dal 1985 occupandosi di cronaca, politica, economia, medicina, cultura e spettacoli. E’ appassionata di canto, musica, letteratura, cinema, teatro e pratica volontariato.

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