Questura L’Aquila: “Occhio ai pagamenti elettronici”

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La Questura de L’Aquila fornisce consigli preziosi ai consumatori per evitare spiacevoli sorprese soprattutto dopo i pagamenti elettronici.

La Questura raccomanda l’accortezza nell’utilizzo dei sistemi di pagamento elettronici, sia nelle modalità di conservazione (non scrivere il codice Pin sulla tessera), sia nelle modalità di utilizzo, poiché ingegnosi criminali hanno individuato apparecchiature hardware (lettori di banda magnetica) in grado di leggere e contestualmente carpire i codici dei bancomat e delle carte di credito. Per approfondimenti, i cittadini possono consultare il sito internet www.poliziadistato.it nella sezione Consigli.

E una donna aquilana di anni 34 è stata denunciate per un furto  avvenuto nel mese di novembre. La donna, dopo aver rubato un bancomat a un concittadino, si è recata all’interno di un centro commerciale per fare acquisti in negozi di abbigliamento e di elettronica, per un valore di duemila euro, in quanto il Pin era sovrascritto sulla tessera. I successivi accertamenti, condotti dalla Squadra Volante, attraverso la visione delle immagini di videosorveglianza e l’ascolto dei dipendenti dei negozi, hanno permesso di identificare l’autrice del reato, che, una volta convocata in Questura, ha ammesso le sue responsabilità.

 

L'autore

Antonella Micolitti
E' nata e vive a Pescara. Si è laureata con lode in Lettere, all'Università d'Annunzio di Chieti. Giornalista professionista dal 2007, si occupa principalmente di politica, sociale, attualità, costume. E' appassionata di storia e storia dell'arte bizantina e astronomia, strimpella il pianoforte e le piace il mare d'inverno. Ama Luigi Tenco e le sue canzoni ma le piace ascoltare anche Jovanotti, quello meno conosciuto con i suoi brani più belli. Adora la Grecia e la Russia e le rispettive lingue. Il suo obiettivo è raccontare il volto più curioso e nascosto dell'Abruzzo. Suggeritele le vostre storie. Scrivete alla mail "[email protected]" o "[email protected]". Sarà lieta, per quanto possibile, di darvi voce e spazio, perché la televisione la fate voi con noi.

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