Prostituzione Montesilvano: 12.700 euro di multe in 4 mesi

La polizia locale ha elevato circa 12.700 euro di multe in quattro mesi nell’ambito del contrasto alla prostituzione a Montesilvano.

Nell’ambito di operazioni anti-prostituzione a Montesilvano la polizia locale, da Gennaio ad Aprile, ha elevato multe per circa 12.700 euro. Le sanzioni vanno dai 309 euro per chi offre le prestazioni sessuali ai 450 euro per chi le richiede.

Il sindaco Francesco Maragno afferma che “Grazie al progetto ‘anti-degrado sicurezza urbana’ con cui abbiamo introdotto il terzo turno per gli operatori della polizia locale non soltanto nei mesi estivi, ma per tutto l’anno, da Aprile abbiamo intensificato significativamente i controlli, proprio in materia di anti-prostituzione. Questo ci ha permesso di incrementare le sanzioni, potenziando quindi l’azione deterrente nei confronti di chi, purtroppo, incentiva il fenomeno”.

L'autore

Gigliola Edmondo
Laureata in Lettere Moderne e in Giornalismo medico- scientifico con lode, è iscritta all’Ordine dei giornalisti, elenco Pubblicisti dal 1995. Esercita l’attività giornalistica dal 1985 occupandosi di cronaca, politica, economia, medicina, cultura e spettacoli. E’ appassionata di canto, musica, letteratura, cinema, teatro e pratica volontariato.

2 Commenti su "Prostituzione Montesilvano: 12.700 euro di multe in 4 mesi"

  1. david celiborti | 14/05/2017 di 19:20 | Rispondi

    Francostars è un lottatore”impavido”! In parte, se non del tutto, questa volta l’amico ha ragione! Si può far finire o mandare in pensione il mestiere più vecchio del mondo? Al di là della legge e la costrizione dei governanti a “non peccare” attraverso rapporti sessuali scelti per strada dagli avventori “arsurati” e vogliosi di avventure notturne con la scusa fatidica del “calcetto per ammogliati” rifilata ad una moglie o una compagna, che poi, dopo la multa verrà scoperta come partita”rinviata”! In tutti questi anni i lungimiranti, “pardon” i “brevimiranti dei nostri politici, sempre in disaccordo tra di loro, d’accordo solo per i loro stipendi e vitalizi, non hanno capito che la prostituzione c’è e ci sarà fino alla fine dei nostri giorni! La signora Merlin e la sua legge del 1958, per effetto della quale, si dichiaravano “chiuse” le”case chiuse” sembra un gioco di parole, mio caro Francostars, ma mi spiego meglio le case chiuse, per chi non lo sapesse, erano i cosiddetti “bordelli o casini” in cui si praticava il mestiere a pagamento! Cosa c’era di diverso che prima del ’58 le prostitute erano controllate da medici o dalla sanità statale, per evitare malattie come la sifilide o quella che oggi ci preoccupa di più l’Hiv! Con la chiusura delle “case chiuse” la prostituzione non è cessata, ma si è riversata sulle strade facendo scandalo per le nudità mostrate maschili e femminili(viados, trans(maschili!) prostitute(femminili!) e per l’arricchimento di individui loschi o, addirittura di cosche malavitose per questo mercato umano, a cui si aggiunge quello della droga! Non basta sanzionare, per fare cassa, come fanno i politici, i soliti cittadini in cerca di sesso a pagamento, serve qualcosa di pù serio! Capito Francostars, ogni tanto scendi dalla “nebulosa” dove ti trovi; non ragionare come fanno i politici odierni che non fanno altro che aggravare la loro sterile professionalità! Prima di chiudere volevo unirmi al cordoglio di tutti coloro che hanno stimato e continuano a farlo nei confronti di Olviero Beha, morto ieri mas da tempo malato! penso sia stato in una emittente televisiva abruzzese Telemare o Rete 8, se non vado errato! David

  2. Affermo che, anche con le nuove disposizioni legislative, le Ordinanze Sindacali ed i Regolamenti di Polizia Urbana devono essere conformi ai principi generali dell’Ordinamento, secondo i quali la prostituzione su strada non può essere vietata in maniera vasta ed indeterminata. Di conseguenza, i relativi verbali di contravvenzione possono essere impugnati in un ricorso. In più per le medesime ragioni, i primi provvedimenti suddetti non possono essere emessi per problematiche permanenti ed i secondi non possono riguardare materie di sicurezza e/o ordine pubblico.

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