Progetto Neptune in Abruzzo: volontari anti-petrolio sulla costa

Progetto Neptune in Abruzzo: saranno una sessantina i volontari che saranno formati il prossimo week end per gestire l’eventuale emergenza di spiaggiamento di idrocarburi.

Si tratta della seconda edizione del progetto elaborato da Legambiente, in collaborazione con le Capitanerie di Porto e il Dipartimento di Protezione Civile, che prevede una due giorni, venerdì e sabato prossimi, di incontri e lezioni, ed una giornata conclusiva, quella di domenica al largo della Nave di Cascella a Pescara, dedicata ad una simulazione, al termine delle quali circa 60 volontari, di cui una quindicina direttamente di Legambiente, gli altri dalle associazioni facenti capo alla Protezione Civile, avranno a disposizione tutte le informazioni utili per fronteggiare l’eventuale emergenza dello spiaggiamento degli idrocarburi:

“Precisando che tutto ciò che riguarda il mare é di nostra competenza – spiega il contrammiraglio Enrico Moretti – é estremamente importante che una Regione come quella abruzzese sia in grado di dotarsi di personale altamente specializzato. Ben vengano, dunque, queste iniziative ed il nostro sostegno é incondizionato.”

Formazione, dunque,  di alto livello rivolto  ad un personale, immaginiamo, già abbastanza preparato? Lo chiediamo al sottosegretario d’Abruzzo Mario Mazzocca:

“Credo proprio di si – ci spiega Mazzocca – tanto da essere un punto di riferimento per le altre Regioni costiere anche rispetto ad emergenze come quelle dei rifiuti spiaggiati a seguito di alluvioni e mareggiate. Su questo ne approfitto per spendere due parole sul problema dei detriti spiaggiati dall’ultima ondata di maltempo, in particolare nel tratto fra Montesilvano e Giulianova. Su questi siamo pronti a fare la nostra parte non solo per la rimozione, ma anche per la bonifica, ci attendiamo però anche un segnale concreto da parte del Governo.”

Legambiente intanto fa il punto per quel che riguarda il livello di rischio da spiaggiamento idrocarburi sulle coste abruzzesi:

“Siamo riusciti ad evitare l’insediamento di nuove piattaforme, vedi Ombrina – spiega Giuseppe Di Marco presidente regionale di Legambiente – ma su quelle esistenti, purtroppo, non possiamo fare granché se non farci trovare pronti in caso di emergenze. In Abruzzo abbiamo ben tre piattaforme di Rospo Mare che si é vista prolungare la concessione per altri cinque anni, ma questo tratto di mare é anche interessato dal passaggio frequente di petroliere dirette prevalentemente al Porto di Trieste, per cui l’allerta deve restare sempre molto alta.”

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