Premi Flaiano 2017: scrittori vincitori e finalisti

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Resi noti oggi i nomi dei vincitori e dei finalisti della sezione Letteratura dei Premi Flaiano 2017. Premiazione il 9 luglio in piazza Salotto a Pescara.

Come il nuovo ponte Flaiano che unisce due aree strategiche di Pescara così i premi internazionali, che portano il nome dello sceneggiatore e scrittore pescarese, da tanti anni si prefiggono l’obiettivo di far accedere cittadini, in particolare i giovani, alla cultura, portando in città personalità di fama mondiale del panorama culturale e spettacolare . Così l’avvocato Carla Tiboni, presidente dei Premi Flaiano, giunti alla 44esima edizione, annunciando, alla presenza del vice presidente della Fondazione Tiboni, il professor Dante Marianacci, l’edizione 2017 e i nomi dei vincitori e dei finalisti della sezione Letteratura. Simonetta Agnello Hornby si è giudicata il pegaso d’oro per la letteratura mentre i finalisti della sezione narrativa sono Salvatore Basile, Evita Greco e Mariano Sabatini. Il presidente Tiboni, figlia del presidente emerito e fondatore dei premi Edoardo Tiboni, ha spiegato che dal 28 giugno al 7 luglio si terrà il ” Flaiano Film Festival”, dal 10  al 15 luglio “Flaiano nelle piazze”. La cerimonia di premiazione è in programma per il 9 luglio in piazza Salotto .

IL SERVIZIO DEL TG8:

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Carla Tiboni

 Nomi dei vincitori e dei finalisti della sezione Letteratura:

Premio Internazionale Flaiano per la Letteratura a SIMONETTA AGNELLO HORNBY, nata a Palermo nel 1945. Vive dal 1972 a Londra ed è cittadina italiana e britannica. Laureata in giurisprudenza all’Università di Palermo, ha esercitato la professione di avvocato aprendo a Brixton lo studio legale “Hornby&Levy” specializzato in diritto di famiglia e minori. “La Mennulara”, il suo primo romanzo, pubblicato da Feltrinelli nel 2002 è stato tradotto in tutto il mondo. Da allora ha pubblicato diversi libri tra cui La zia Marchesa (2004), Il veleno dell’oleandro (2013), e Caffè amaro (2016). Tutti i suoi libri sono stati best seller e hanno venduto in Italia più di un milione di copie. Simonetta Agnello Hornby ha sempre cercato di legare la professione di avvocato e la sua scrittura all’impegno per sostenere le cause dei minori, delle vittime di violenza domestica e degli emarginati. Il 2 giugno 2016 il Presidente della Repubblica le ha conferito l’onorificenza dell’Ordine della Stella d’Italia nel grado di Grande Ufficiale.

Finalisti della sezione Narrativa:

SALVATORE BASILE , finalista del Premio Flaiano “Opera Prima 2017” con  il libro “Lo strano viaggio di un oggetto smarrito”. E’nato a Napoli e vive a Roma, dove fa lo sceneggiatore e il regista. Ha scritto e ideato molte fiction di successo. Dal 2005 insegna scrittura per la fiction e il cinema presso l’Alta Scuola in Media Comunicazione e Spettacolo dell’Università Cattolica di Milano.

la trama del libro: il mare è agitato e le bandiere rosse sventolano sulla spiaggia. Il piccolo Michele ha corso a perdifiato per tornare presto da scuola, ma quando apre la porta della sua casa, nella piccola stazione di Miniera di Mare, trova sua madre di fronte a una valigia aperta. Fra le mani tiene il diario segreto di Michele, un quaderno rosso con la copertina un po’ ammaccata. Con gli occhi pieni di tristezza la donna chiede a suo figlio di poter tenere quel diario. Lo ripone nella valigia, promettendo di restituirlo. Poi sale sul treno in partenza dalla banchina. Sono passati vent’anni da allora. Michele vive ancora nella piccola casa dentro la stazione ferroviaria. Addosso la divisa di capostazione di suo padre. Negli occhi, una tristezza assoluta, profonda e lontana. Perchè sua madre non è mai più tornata. Michele vuole stare solo, con l’unica compagnia degli oggetti smarriti che ritrova ogni giorno nell’unico treno che passa da Miniera di Mare. Perchè gli oggetti non se ne vanno, mantengono le promesse, non ti abbandonano.

EVITA GRECO finalista del Premio Flaiano “Opera Prima 2017” con il volume “Il rumore delle cose che iniziano”. E’ è nata ad Ancona nel 1985. È stata bagnina, animatrice in colonie, cassiera in un supermercato, baby-sitter, segretaria. Quando era bambina le è stata diagnosticata la dislessia: da allora ha deciso che avrebbe letto tantissimi libri e ne avrebbe scritto almeno uno. Così è nato questo romanzo, che ha già stregato gli editori in Francia, Germania, Portogallo e Brasile.

Trama del volume : è una sfida personale che viene traslata in questo racconto semplice e immediato, in narrazione fluida e priva di fronzoli minimalisti, per una sovrapposizione autobiografica tra Evita e Ada, la protagonista del libro, che merita infinito rispetto e ascolto.Già proprio Ada, allevata da nonna Teresa dopo esser stata abbandonata da bimba, che ricorda quegli episodi d’infanzia e adolescenza che ne hanno fortificato carattere e resistenza al dolore a fianco dell’amata parente. L’insistenza sulle “cose che iniziano” e il “rumore che fanno” è un viaggio nel ricordo che lascia sorpresi per sintesi e profondità, per fascino e sicurezza di scrittura. Tempo di qualche pennellata, qualcosa di fortemente empatico e Ada è definitivamente in un presente continuo, tra le stanze e i saloni di un ospedale, reparto oncologico, dove Teresa sta consumando con grande fierezza e lucidità i suoi ultimi giorni. Lì Ada incontra Matteo, l’uomo che amerà con sincera fanciullezza e poetica stravaganza e Giulia, l’infermiera amorevole di buonissima famiglia che tutto controlla ma che toppò gli esami di ammissione a medicina.

MARIANO SABATINI, finalista del Premio Flaiano “Opera Prima 2017” con il libro “L’inganno dell’ippocastano”. Nato a Roma nel 1971, è giornalista e scrittore. Ha lavorato per quotidiani, periodici e web. È stato autore per TMC e per la Rai (Tappeto volante, Parola mia, Uno mattina), poi temuto critico Tv, ma gli riesce ancora difficile spiegare alle figlie che sta lavorando quando è davanti al televisore. Ha condotto rubriche su radio nazionali e locali e come commentatore è molto presente sui grandi network. Ha scritto sei libri, tra i quali Trucchi d’autore, Ci metto la firma, È la Tv, bellezza!, L’italia s’è mesta. Questo è il suo primo romanzo. In casa scrive e cucina, avendo però il sospetto di essere più apprezzato come cuoco.

Trama del libro: non sono pochi i nemici di Ascanio Restelli, imprenditore di successo a un passo dalla candidatura a sindaco di Roma. Ma Viola Ornaghi, inviata a intervistarlo, non si aspettava certo di ritrovarlo morto, con la gota tagliata e due buchi al posto degli occhi. La giornalista perde la testa, non sa a chi chiedere aiuto. L’ultimo numero che ha chiamato è quello del suo collega Leo Malinverno… senza pensare, preme il tasto per richiamarlo. Scaltro e ironico, famoso per le sue inchieste scomode, Malinverno è forse la persona più adatta per proteggere Viola, coinvolta suo malgrado nell’effetto domino messo in moto dall’uccisione dell’imprenditore. Il giornalista affianca la polizia in un’indagine che rivela una trama criminale sempre più sfaccettata, in cui i testimoni si trasformano in protagonisti e gli innocenti, come spesso accade, pagano per i colpevoli… Un noir ambientato in una Roma tentacolare, dove imprenditoria, malavita, informazione e politica convivono non sempre pacificamente e dove nessuno può mai considerarsi veramente al sicuro.

16° Premio Internazionale Flaiano di Italianistica “La Cultura italiana nel mondo”: 

GIAN MARIA ANNOVI  per “Pier Paolo Pasolini. Performing Authorship” . Istituto  Italiano di  Cultura di Los Angeles. E’ Associate Professor of French and Italian and Gender Studies presso la University of Southern California di Los Angeles (USC). Si è laureato in Filosofia all’Università di Bologna, dove ha poi svolto ricerca nel campo della Letteratura Italiana Contemporanea e ha ottenuto un Dottorato di Ricerca in Italian Studies alla Columbia University. Ha pubblicato i saggi Altri corpi. Poesia e corporalità negli anni Sessanta (Gedit, 2008) e Pier Paolo Pasolini: Performing Authorship (Columbia University Press, 2017). Nel saggio “Pier Paolo Pasolini: Performing Authorship” Annovi evidenzia come a partire dall’inizio degli anni sessanta, Pasolini abbia posto un’enfasi sempre crescente sul concetto di autore, in totale controtendenza rispetto al discorso critico dell’epoca, culminante con la barthesiana teoria della morte dell’autore. Questa consapevolezza permette non solo di rileggere la seconda fase dell’opera pasoliniana in una nuova luce, ma anche di rivalutare le teorie dell’autore dal punto di vista di una posizione soggettiva radicale come quella pasoliniana.

MARIA NICOLAI PAYNTER per  “On Friendship and freedom”. The correspondence of Ignazio Silone and Marcel Fleischmann”. Istituto Italiano di cultura di Toronto. E’coniugata Paynter ed è nata a Canosa Sannita ma si è formata in vari paesi. Ha conseguito il BA in International Studies presso l’Iona College, il MA e il PhD in Italian presso la University of Toronto. La tesi di dottorato Symbolism and Irony in Silone’s Narrative Works ha vinto il Premio Silone. Tradotta in italiano dall’autore è stata pubblicata con il titolo: Simbolismo e Ironia nella narrativa di Silone. In questo volume la Prof.ssa Paynter ha pubblicato per la prima volta la corrispondenza tra Ignazio Silone e l’amico di vecchia data, filantropo e collezionista d’arte svizzero di origini ungheresi Marcel Fleischmann. Attraverso tale materiale la Paynter non solo dà uno spaccato storico degli anni del Fascismo e del Nazismo fino alla morte di Silone nel 1978, ma offre anche una storia umana e di amicizia tra due personaggi provenienti da diverse culture.

RIIKKA ALA-RISKU con “Contrasti e commistioni. Plurilinguismo, dialetto e metalingua nella narrativa italiana contemporanea” . Istituto Italiano di Cultura di Helsinki. E’ un’italianista finlandese che da una quindicina d’anni divide la sua vita tra il suo paese d’origine e quello d’adozione. Deve la scoperta della lingua italiana agli studi liceali di latino e il suo perfezionamento all’assiduo esercizio con la Settimana enigmistica. Dopo essersi laureata in filologia italiana all’Università di Helsinki nel 2007, ha continuato i suoi studi all’Università di Pisa, dove nel 2012 ha ottenuto la Laurea Magistrale in Lingua e letteratura italiana. Sempre all’Università di Helsinki ha svolto i suoi studi di dottorato dove nel dicembre 2016 ha discusso la sua tesi di dottorato sul plurilinguismo, dialetto e metalingua nella letteratura italiana contemporanea. Nella grande sfera della sociolinguistica letteraria i suoi interessi di ricerca includono inoltre l’uso degli allocutivi e la cortesia verbale, le ideologie linguistiche e la letteratura novecentesca. È stata docente di lingua, linguistica e letteratura italiana all’Università di Helsinki e ha collaborato con la sezione delle lingue ugro-finniche dell’Università di Firenze. Attualmente vive a Pisa e progetta una traduzione finlandese in prosa della Divina Commedia. La presente ricerca esamina il plurilinguismo e il dialetto letterario nella contemporaneità italiana, con un’attenzione particolare all’uso della metalingua. Nonostante le profezie sulla scomparsa delle varietà diatopicamente connotate, il panorama nazionale ha visto il proliferare di opere narrative i cui autori scelgono di ricorrere ai dialetti accanto all’italiano. Il corpus analizzato consiste di trentatrè opere, pubblicate tra il 1991 e il 2011 da undici autori italiani, rappresentanti della “neodialettalità letteraria”. I testi sono accomunati dalla presenza di: dialetti (siciliano, napoletano, romanesco, lombardo e genovese), lingue di minoranza (sardo, friulano), e altre lingue (spagnolo).

Premio Flaiano Italianistica speciale per il centocinquantesimo anno della nascita di Luigi Pirandello

ALICE FLEMROVA per “Luigi Pirandello. Hry I” . Istituto Italiano di Cultura di Praga. E’ laureata in filologia italiana e spagnola presso l’Università Carlo IV di Praga con una tesi su Italo Svevo (vincitrice del Premio Petrarca 1996). Nel 2004 consegue il PhD con una tesi dedicata ai protagonisti del romanzo modernista italiano. Negli anni 2002 e 2012 è vicedirettrice dell’Istituto degli Studi Romanzi della Facoltà di Lettere dell’Università di Carlo IV, dove insegna tuttora. Si dedica prevalentemente alla letteratura italiana del primo Novecento, alla narrativa italiana contemporanea e alla storia del cinema italiano. Ha pubblicato due monografie in ceco (su Italo Svevo e sul romanzo modernista italiano). In ceco, italiano o inglese ha scritto su Pirandello, Svevo, Palazzeschi, Cantoni, Bontempelli, Verga, Sciascia, Polacek e Hasekè. Ha curato un’antologia della narrativa italiana contemporanea (2006), ora sta curando due volumi collettanei sulla letteratura tra fin del secolo e avanguardia. Traduttrice di narrativa, drammaturgia e saggistica italiana, ha tradotto più di 30 titoli di Svevo, Pirandello, Bontempelli,Tabucchi, Eco, Saviano, Ammaniti, Baricco, Benni, Ferrante, Piperno, Vasta e altri autori. Tre volte è stata premiata dalla giuria del Premio Jungmann (assegnato annualmente alle migliori traduzioni ceche). In collaborazione con l’Istituto italiano di cultura di Praga ha organizzato due convegni internazionali. Nel 2014 Le poetiche del riso. Umorismo, comico e grottesco nella letteratura italiana del primo Novecento, nel 2016 Bramosia dell’ignoto. Esoterismo, occultismo e fantastico nella letteratura italiana tra fine del secolo e avanguardia. Nel 2016 le è stato conferito il Premio Martoglio Internazionale. Il volume contiene la traduzione di dieci delle più note commedie e novelle dell’autore siciliano e rientra in un progetto editoriale che si propone di presentare una selezione mirata, su un campione rappresentativo di quindici drammi e sei atti unici. L’intera operazione editoriale è stata curata dalla prof.ssa Alice Flemrova (docente di Italianistica presso l’Università Karlova) e da alcuni dei maggiori studiosi e traduttori di letteratura italiana contemporanea che operano in Repubblica Ceca ed è originata dalla considerazione che le traduzioni pirandelliane qui precedentemente disponibili datano agli anni Venti e Trenta del Novecento e sono o introvabili o superate.

 

 

 

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