Pescara: senza braccialetto niente domiciliari

Da una parte l’incentivazione a misure cautelari alternative nel provvedimento “svuota carceri”, dall’altra i tagli della Riforma Madia che colpisce anche numerosi organi di controllo.

Effetti collaterali? Molteplici e non ancora del tutto individuabili. Tra questi l’episodio avvenuto nei giorni scorsi al carcere San Donato di Pescara i cui cancelli si sono aperti per un uomo di Spoltore al quale il giudice, lo scorso 19 marzo,  aveva accordato i domiciliari, misura tuttavia inapplicabile per l’indisponibilità di un braccialetto elettronico. L’uomo, tra l’altro in attesa di giudizio visto che il processo per rito abbreviato inizierà il prossimo 12 aprile,  per protesta ha cominciato a rifiutare il cibo e ieri é stato colto da un malore. L’allarme lanciato dal suo legale é caduto nel vuoto visto che la problematica appare più complessa. Quella del braccialetto elettronico, infatti,  é una delle tante soluzioni adottate per incentivare le misure alternative di pena, la questione, però, é che i 2000 dispositivi ordinati dal Ministero dell’Interno sono già andati tutti esauriti e prima che ne tornino in circolazione degli altri dovranno passare diversi mesi. Quindi se da una parte l’obiettivo é svuotare le carceri, il risultato che si va ad ottenere é l’esatto contrario, ma c’é di più. La riforma dell’ordinamento giudiziario prevede la possibilità di chiedere misure alternative alla detenzione in carcere per persone con condanne entro i 4 anni, ovvero un anno in più rispetto a quanto prevede l’attuale ordinamento, per quanto riguarda, invece, i controlli, esentati dall’incombenza Polizia e Carabinieri, se ne dovranno occupare solo ed esclusivamente gli agenti di Polizia Penitenziaria. Qui entra in scena l’altro paradosso, i tagli imposti dalla Riforma Madia  per il pubblico impiego, hanno ridotto all’osso gli organici per cui sarebbe già un miracolo dotare le carceri italiane di un numero sufficiente di agenti di custodia, figuriamoci se può essere possibile contare su un numero adeguato di personale che possa effettuare controlli nelle case di tutte le persone sottoposte ai domiciliari.

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