Pescara: scout punti dalle zecche finiscono in ospedale

Un gruppo di giovani scout di Pescara finisce in ospedale per la rimozione delle zecche dopo essere stato in un “campo di reparto” in provincia di Ascoli Piceno.

I ragazzi, di età compresa tra i 12 e i 16 anni, accompagnati dai genitori, sono finiti all’ospedale ” Santo Spirito” a Pescara, per un controllo dopo che i rappresentanti dell’Agesci , Associazione Guide e Scout Cattolici Italiani, hanno spiegato quanto avvenuto dopo l’esperienza vissuta in tenda a contatto con la natura. Circa 30 giovani scout sono stati prima visitati al Pronto soccorso pediatrico e poi sottoposti alla rimozione delle zecche dal chirurgo pediatrico di turno. La Asl annuncia che gli insetti saranno esaminati. Per l’Agesci non si tratta di un episodio anomalo  poichè campi di questo genere vengono realizzati in un punto fisso, cioè senza spostarsi, dopo aver ottenuto tutte le autorizzazioni necessarie  da enti pubblici e privati.

Come si legge sul quotidiano “Il Centro” nell’articolo di Flavia Buccilli : “La durata è variabile, tra i 7 e i 15 giorni, e l’età dei partecipanti va dai 12 ai 16 anni. I campi portano i ragazzi a vivere nella natura, in totale autonomia. Sono i giovani scout a costruire tutto quanto è necessario per la vita quotidiana (dalle cucine ai lavabi, dai tavoli alle sedie). Dunque è «possibile», in una attività condotta continuativamente nel verde, che gli scout siano esposti alla puntura di una zecca. In questo caso, fanno sapere dall’Agesci, i capi educatori hanno «prontamente e giustamente risposto al problema indirizzando gli esploratori e le guide alla valutazione dei sanitari ». Ci si è mossi, cioè, con «la massima cautela». Per il campo in questione è stata scelta la provincia di Ascoli Piceno e precisamente l’area del cratere, quella interessata dal terremoto del 2016. Un’esperienza «educativa» per gli scout pescaresi perché si è voluto «restituire ad una terra ferita quanto ricevuto quasi dieci anni fa, in occasione del terremoto del 2009, in termini di affetto e vicinanza» all’Abruzzo ferito. E durante questo campo, spiega la donna a capo del gruppo, «era prevista anche un’attività di incontro con i ragazzi di Arquata del Tronto, per consentire di toccare con mano una realtà a noi vicina ma, spesso, poco conosciuta» ”

Parla l’esperto Giustino Parruti:

Sul quotidiano “Il Centro” il professore Giustino Parruti, direttore dell’Unità operativa complessa di malattie infettive dell’ospedale di Pescara spiega che le zecche sono insetti “molti diffusi dovunque ci sia bestiame selvatico o da pascolo e nei sottoboschi. Nel momento in cui avviene il morso è difficile accorgersene perché le zecche «iniettano un analgesico. Poi, nel giro di qualche ora, penetrano con la testa nei vasi del sottocutaneo e si nutrono del nostro sangue». Questi insetti (di cui gli animali non si accorgono neppure, grazie a peli e setole) sono presenti «sull’erba e nei cespugli» e ci si può entrare a contatto anche «spezzando la legna». Non tutti questi parassiti sono infetti, anzi solo una parte e in caso di morso da una zecca infetta, l’infezione può essere trasmessa all’uomo mentre «non c’è possibilità di trasmissione da uomo a uomo». I germi sono quattro,  e possono provocare «malattie serie» tra cui anche l’encefalite da zecca. Non è facile accorgersi subito di essere stati morsi, per via dell’effetto analgesico generato dallo stesso insetto. Ma la zona dove è avvenuta la puntura diventa prima o poi nera perché «il veleno uccide il tessuto» e ne provoca la necrosi per cui i segni sono evidenti. Questo vale per tutte le zecche, infette e non. Che fare? Bisogna rivolgersi quanto prima ad una «persona esperta», per procedere alla rimozione. «La zecca va estratta con cautela cercando di non lasciare alcun pezzo all’interno, tanto meno il muso (che si chiama rostro) perché se rimane nella zona della puntura va in necrosi. E poi va fatta la profilassi», perché potrebbe alzarsi la temperatura corporea. E la febbre è inevitabile, dopo circa una settimana dalla puntura, quando il sangue dell’insetto è infetto. Certo, c’è la possibilità che la zecca non sia infetta «ma va comunque tolta e in generale tutti si orientano per la profilassi». Ci sono degli accorgimenti di cui è opportuno tenere conto «quando si cammina in campagna o in montagna». E cioè: «non bisogna mai muoversi con le gambe e le braccia scoperte. Sono consigliabili le maniche lunghe, anche se leggere, e i calzettoni fino a ginocchio. E poi bisogna usare un telo, se ci si stende a terra, anche se il contatto con l’erba può essere molto piacevole. E bisogna evitare di entrare nei cespugli». Il caldo è alleato di questi insetti perché raggiungono «la maturità» nei mesi centrali dell’anno, fino alla fine dell’autunno, e poi «muoiono con il freddo», non essendo capaci di sopravvivere alle basse temperature”.

 

1 Commento su "Pescara: scout punti dalle zecche finiscono in ospedale"

  1. Sono molto colpita dalla notizia perche’oggi, come oggi. non si riesca a disinfestare luoghi che possono essere occupati da gruppi o anche solo due persone.Credo che sia mancata la prevenzione e ,quantomeno, l’informazione della pericolosita’del disagio.Poveri ragazzi!!!!

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