Pescara: Nino Mancini narra il Mondo di Mezzo

Pescara: Nino Mancini narra il Mondo di Mezzo dalla Banda della Magliana a Mafia Capitale, domani sera in anteprima nazionale al Teatro Massimo in uno spettacolo scritto, diretto ed interpretato da Milo Vallone.

Giunge a compimento un progetto avviato la scorsa estate dal regista e attore pescarese Milo Vallone e l’ex boss della Banda della Magliana Antonio “Nino” Mancini: la narrazione, sotto forma di teatro civile, di un lungo processo che va dalle gesta criminali delle batterie romane, fine anni ’70, poi confluite nella Banda della Magliana e, dalle quali nacquero le basi di quella che oggi viene definita Mafia Capitale. Le connivenze di quelle organizzazioni criminali con la politica, la massoneria, i servizi segreti, hanno lasciato traccia anche nei giorni nostri segnando inevitabilmente la storia della città eterna in questi 40 anni.  La testimonianza diretta di chi ha vissuto quegli anni così difficili, fornisce interessanti spunti di riflessione e ci aiuta a capire meglio anche l’attuale contesto socio-politico romano. Il tutto attraverso uno spettacolo che vede la partecipazione di importanti personaggi come la giornalista di Rai Tre Federica Sciarelli, la nota criminologa Imma Giuliani e le gradite partecipazioni di due grandi attori come Alessandro Haber e Giorgio Caputo, quest’ultimo nel ruolo del “ricotta”, Nino Mancini, appunto, nella fortunata serie televisiva “Romanzo Criminale”. Un attore regista (Milo Vallone) a cui un produttore commissiona l’allestimento di uno spettacolo sui fatti di mafia capitale, è in cerca di un’ispirazione per poter affrontarne la narrazione. In piena crisi creativa, pressato dal committente (Alessandro Haber), chiede consiglio all’amico attore Giorgio Caputo, per uscire dell’empasse. Quest’ultimo gli consiglia d’incontrare la persona che ha ispirato il suo personaggio in “Romanzo Criminale”, Antonio Mancini, appunto. Inizia così un incontro/confronto che darà il via al racconto su come partì quel processo di trasformazione della criminalità romana che farà diventare un’esperienza di vero e proprio stampo mafioso, ciò che fino ad allora era considerata solamente attività criminale fine a se stessa. Da questo incontro nasce un lungo racconto che parte dal degrado delle periferie e scivola via su altri temi scottanti come il sistema carcerario, la riabilitazione sociale di ex detenuti,  e scorrerà attraverso fatti di cronaca non ancora del tutto chiariti come il Caso Moro, la strage di Bologna, la scomparsa di Emanuela Orlandi, l’omicidio del giornalista Pecorelli; fino ad arrivare all’attuale sistema di corruzione di cui Roma (con Massimo Carminati a rappresentare il filo di congiunzione) costituisce uno dei casi più drammaticamente alti e tristemente rappresentativi. La pièce prevede al termine un momento di confronto con il pubblico, moderato dal giornalista dell’Ansa Luca Prosperi, profondo conoscitore dei fatti romani, con Nino Mancini pronto a rispondere a domande  anche dal pubblico. Previsto anche un matinèe per le scuole alle 10.30, lo spettacolo serale alle 21.00, ingresso 10 euro.

L'autore

Luca Pompei
Luca Pompei 50 anni nato a Pescara, inizia il lavoro di giornalista nel 1986 collaborando con un settimanale "La Nuova Gazzetta". Nel 1987 comincia a lavorare in televisione collaborando con la redazione sportiva dell' emittente TVQ. Riesce a conciliare lavoro e studio collaborando anche con altre emittenti come Rete8, Telemare, Tele Abruzzo Regionale e nel 1994 si laurea in Lingue e Letterature Straniere all'Università "G. d'Annunzio" con 110/110. Nel 1997 diventa giornalista professionista e nel 2005 pubblica il suo primo libro di racconti dal titolo "Leaves", nel 2016 il suo primo romanzo "La Talpa Muta". Tra le sue passioni anche la scrittura per il teatro con una serie di Monologhi messi in scena dalla Compagnia della Memoria.

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