Pescara: lite per musica troppo alta, 3 arresti

A Pescara, durante la lite per musica troppo alta, sfociata in via Rigopiano nell’aggressione di due persone , la polizia ha arrestato tre persone.

Sarebbe stato il volume della musica troppo alto a generare la lite che ha portato all’accoltellamento di due persone a Pescara e all’arresto di tre dei quattro aggressori. Gli agenti della Questura pescarese hanno arrestato Muhamet Neziri , 43enne originario della ex Jugoslavia, ed i suoi due figli: Tayson e un minore di 16 anni, mentre l’altro figlio è ancora ricercato, per l’aggressione avvenuta ieri pomeriggio, intorno alle ore 15, nei pressi di una palazzina popolare di via Rigopiano che sia i Neziri che le vittime, ora ricoverate in prognosi riservata all’ospedale di Pescara, occupavano abusivamente. L’ennesimo diverbio tra il trentaduenne di origine macedone e Muhamet Neziri ieri è sfociato in una accesa discussione nel corso della quale sarebbero volate parolacce ed offese e in aiuto della vittima è intervenuto il nipote di 22 anni , anche lui di origine macedone, mentre a sostegno di Neziri sono arrivati tre dei suoi cinque figli. Armati di coltelli in quattro hanno aggredito zio e nipote che sono rimasti feriti e, soccorsi da vicini di casa, sono stati portati a bordo di auto private in ospedale dove sono stati sottoposti ad interventi chirurgici e sono ricoverati in prognosi riservata nei reparti di chirurgia e chirurgia toracica, ma pare che non corrano pericolo di vita. La Polizia, in seguito alle testimonianze raccolte sul luogo in cui è avvenuto il fatto, è riuscita a ricostruire in parte l’accaduto e sta svolgendo ulteriori indagini per accertare esattamente come sono andate le cose e trovare i coltelli usati dagli aggressori accusati di tentato duplice omicidio in concorso. Muhamet e Tayson Neziri, entrambi con precedenti penali, sono reclusi nel carcere San Donato a Pescara mentre del figlio minorenne si occupa la Procura dei minori de L’Aquila.

Gli agenti della questura di Pescara, nell’ambito di un’altra operazione , hanno arrestato due persone: Irfan Neziri, altro figlio di Muhamet Neziri,21 anni, già noto alle forze dell’ordine, accusato di estorsione nei confronti di una prostituta pescarese e di spaccio di sostanze stupefacenti. In manette anche Daniela Nonnati, 39 anni, per spaccio di droga nei locali della movida pescarese. L’operazione è scaturita in seguito alla denuncia di una prostituta che sarebbe stata aggredita e minacciata da Neziri perchè il suo compagno non aveva pagato la droga al ventunenne il quale aveva chiesto alla donna di saldare il debito oppure, come contropartita, insegnare ad una sua amica l’arte della prostituzione. Ad una risposta negativa della donna è seguita una aggressione in via Monte Corno e in un primo momento ,però, la prostituta , nella denuncia presentata alla polizia, non aveva accusato Neziri . Solo successivamente e anche grazie alle intercettazioni telefoniche i poliziotti sono riusciti a scoprire che il giovane, mentre era agli arresti domiciliari continuava l’attività di spaccio, e aveva minacciato la prostituta. Nel corso delle indagini, inoltre, gli agenti hanno scoperto che Neziri si serviva della Nonnati e di altri corrieri, alcuni dei quali minorenni, sia a Pescara che a Chieti, per lo spaccio di sostanze stupefacenti ma che il ventunenne stava tentando di allargare il giro d’affari avviando anche l’attività di sfruttamento della prostituzione. Tutti i particolari delle due operazioni sono stati illustrati alla stampa dal vice questore aggiunto Dante Consentino.

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