Pescara: lasciò per un attimo il figlio alla stazione, la Cassazione non glielo toglie

Pescara: lasciò per un attimo il figlio alla stazione, la Cassazione non glielo toglie e la perdona, un solo episodio non giustifica un provvedimento così severo.

I fatti risalgono a cinque anni fa quando una giovane donna di origine sudamericana, alle spalle una drammatica storia di violenza e disagio con una sfortunata relazione con un un italiano a L’Aquila, la nascita del piccolo e le difficoltà economiche e psicologiche della donna. Quel giorno era davanti la stazione di Pescara, si allontanò per un attimo, il bambino di 7 mesi nel passeggino cominciò a piangere attirando l’attenzione degli agenti della Polizia Ferroviaria. Dopo un ulteriore verifica sul corpicino del piccolo vennero riscontrate anche infiammazioni per l’uso scorretto del pannolino, scattò la denuncia per la giovane mamma e la decisione dei giudici di dare in affidamento il piccolo con la possibilità di fargli visita una volta a settimana. La giovane donna fece ricorso alla Suprema Corte che a distanza di cinque anni dall’episodio le da ragione parlando addirittura di ingerenza ingiustificata e sproporzionata del potere pubblico e che un solo episodio non può giustificare un intervento così grave ed invasivo da parte dell’Autorità Giudiziaria.

L'autore

Luca Pompei
Luca Pompei 50 anni nato a Pescara, inizia il lavoro di giornalista nel 1986 collaborando con un settimanale "La Nuova Gazzetta". Nel 1987 comincia a lavorare in televisione collaborando con la redazione sportiva dell' emittente TVQ. Riesce a conciliare lavoro e studio collaborando anche con altre emittenti come Rete8, Telemare, Tele Abruzzo Regionale e nel 1994 si laurea in Lingue e Letterature Straniere all'Università "G. d'Annunzio" con 110/110. Nel 1997 diventa giornalista professionista e nel 2005 pubblica il suo primo libro di racconti dal titolo "Leaves", nel 2016 il suo primo romanzo "La Talpa Muta". Tra le sue passioni anche la scrittura per il teatro con una serie di Monologhi messi in scena dalla Compagnia della Memoria.

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