Pescara: colazione contro il mercatino etnico

Forza Italia prosegue la protesta contro la realizzazione del mercatino etnico nell’area del tunnel della stazione ferroviaria di Pescara.

Il capogruppo di Forza Italia in Regione Lorenzo Sospiri oggi, insieme ad alcuni esponenti del centrodestra, ha di nuovo presidiato l’area del cantiere ed ha annunciato per domani una singolare iniziativa.

In una nota Sospiri spiega che si tratta di “Un caffè e un cornetto per dire ‘no’ al ritorno del mercato dell’illegalità sotto il rilevato ferroviario della stazione di Pescara. Domani faremo ‘colazione contro il finto mercato etnico’ con tutti i cittadini e commercianti che verranno al nostro Presidio per la legalità istituito dal centrodestra dinanzi al sedicente cantiere che porta la firma del sindaco Alessandrini: ai cittadini spiegheremo ancora una volta cosa significherà il ritorno di quelle bancarelle che sono state smantellate non certo per volontà del sindaco, ma per ordine dell’allora Prefetto Provolo dopo che le indagini della Procura svelarono che quel presunto mercatino etnico era una vera e propria centrale della contraffazione per tutto il centro sud Italia. Noi continueremo a presidiare l’area e a tenere alta l’attenzione della città contro quella che è una vergogna amministrativa del centrosinistra.

Oggi secondo giorno di protesta contro quello che è un progetto folle, assurdo, inaccettabile, un clamoroso errore politico che però pagheranno i pescaresi, ancora sotto choc dopo l’orrendo stupro che si è consumato nei giorni scorsi a due passi dal rilevato ferroviario. Alessandrini ha bisogno di ricostituire quel finto mercato per tenere insieme i pezzi frantumati della sua maggioranza visto che la parte più a sinistra della sua coalizione lo tiene letteralmente sotto scacco: o il mercato o faranno cadere la giunta. Ma la città non può pagare il prezzo di quello che è un ricatto politico, che peraltro determina una spesa di 250mila euro, soldi dei pescaresi, soldi dei cittadini che non devono avere paura di passare dinanzi alla stazione, soldi dei commercianti che pagano regolarmente le tasse e che si ritrovano a dover fronteggiare la concorrenza sleale di ambulanti privi finanche della licenza commerciale e che certamente non hanno mai emesso uno scontrino né una fattura in tutta la loro vita. Perché, è bene ricordarlo, dei presunti ambulanti extracomunitari che dovrebbero trovare posto sotto il rilevato, sono solo 20 ad avere una licenza commerciale, peccato che i titolari delle bancarelle prima esistenti sulle aree di risulta siano ben 165, e allora il sindaco Alessandrini ci spieghi cosa faranno gli altri 145 che non potranno entrare a vendere sotto il tunnel della ferrovia. E prima di mostrare tanta boria, ricordi il sindaco Alessandrini che se non fosse stato per l’ordine perentorio del Prefetto, lui non avrebbe mai smantellato il vecchio mercatino, lo ha confessato lui stesso nei giorni dello sgombero tentando di giustificare la propria ordinanza dinanzi agli stessi ambulanti extracomunitari che lo assediavano in Comune, scaricandosi ogni responsabilità. Oggi alle 7 in punto siamo tornati dinanzi al presunto cantiere per monitorare l’eventuale arrivo dei mezzi dell’impresa che però non si è vista. A partire da domani  inizieremo a vivacizzare il nostro Presidio della legalità con una serie di iniziative da realizzare giorno dopo giorno, per avvisare la popolazione che, tra qualche giorno, rischia di ritrovarsi un mercatino non etnico, ma illegale, sotto il primo binario della stazione ferroviaria. Per domani appuntamento a tutti i cittadini alle 7 in punto, dinanzi al tunnel, per ‘A Colazione contro il mercato dell’illegalità’, prenderemo con tutti i presenti caffè e cornetto per impedire, tutti insieme, l’inizio dei lavori che saranno una mannaia per la città”.

Sii il primo a commentare su "Pescara: colazione contro il mercatino etnico"

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato


*