Pescara: botte ad un connazionale, arrestati due rumeni

Pescara: botte ad un connazionale, arrestati due rumeni di 27 e 39 anni, in gravi condizioni la vittima ricoverata all’ospedale di Pescara.

L’episodio avvenuto nella serata di sabato nel quartiere Rancitelli, all’altezza di Via Lago di Campotosto. un rumeno di 40 anni, con precedenti, braccato da due connazionali che hanno cominciato a picchiarlo selvaggiamente tanto da procurargli serie fratture che potrebbero procurargli danni permanenti. Stando ai racconti dei testimoni, dopo il pestaggio i due sarebbero fuggiti a bordo di un furgone bianco. Sempre grazie alle testimonianze gli agenti della Polizia sono riusciti ad individuare ed arrestare gli aggressori. Si tratta di Ionel Panaitescu di 39 anni e Alexandru Holban di 27, già noti alle Forze dell’ordine per reati che vanno dal furto, alla rissa, alle lesioni ed anche reati legati agli stupefacenti. Da chiarire le ragioni della violenta aggressione, un regolamento di conti, presumibilmente, legato a questioni forse economiche per un vecchio debito relativo verosimilmente all’attività di spaccio o, essendo tutti e tre senza fissa dimora, dissapori per il possesso abusivo di qualche alloggio. Sono in corso indagini da parte della Squadra Mobile.

L'autore

Luca Pompei
Luca Pompei 50 anni nato a Pescara, inizia il lavoro di giornalista nel 1986 collaborando con un settimanale "La Nuova Gazzetta". Nel 1987 comincia a lavorare in televisione collaborando con la redazione sportiva dell' emittente TVQ. Riesce a conciliare lavoro e studio collaborando anche con altre emittenti come Rete8, Telemare, Tele Abruzzo Regionale e nel 1994 si laurea in Lingue e Letterature Straniere all'Università "G. d'Annunzio" con 110/110. Nel 1997 diventa giornalista professionista e nel 2005 pubblica il suo primo libro di racconti dal titolo "Leaves", nel 2016 il suo primo romanzo "La Talpa Muta". Tra le sue passioni anche la scrittura per il teatro con una serie di Monologhi messi in scena dalla Compagnia della Memoria.

1 Commento su "Pescara: botte ad un connazionale, arrestati due rumeni"

  1. david celiborti | 18/04/2017 di 11:32 | Rispondi

    Ricommentare per l’ennesima volta episodi simili, diventa quasi grottesco! I romeni o rumeni sono stati tenuti a freno per tantissimi anni dal terribile regime di Ciaucescu, ma una volta eliminato quest’ultimo, riappropriatisi della “libertà” si sono dati alla furia incontenibile repressa per tanto tempo! Gli stranieri, in genere, non lo fanno a casa loro, ma qui in Italia, dove tutto è possibile: rovinando i monumenti e non risarcendo i danni per esempio dopo una partita di calcio(olandesi!), rubando in casa aspettando e tendendo agguati feroci, stuprando donne, sottraendo rame alle ferrovie (facendo rischiare il deragliamento dei treni!), picchiandosi selvaggiamente tra di loro, come per il caso che avete segnalato, aprendo “strani” centri di culto, che molto spesso, anzi spessissimo, sono ritrovi di terroristi; piace delinquere in Italia perchè la legge, “discrezionata” dai giudici lo permette, anzi c’è il rischio della galera, del risarcimento in caso di “eccesso” di legittima difesa per i malcapitati cittadini assaliti in casa; nei loro paesi, non solo per i rumeni, ci sono pene gravi, che dico! pesantissime per chi compie atti efferati(tipo la mutilazione degli arti e dei genitali in caso di stupro! Ogni giorno “gli italiani “buonisti” riflettono poco o per niente sulla situazione corrente di questa accoglienza smisurata “fruttuosa” per alcuni! La stupidità nostra è qualcosa di sconvolgente! Una cosa è certa che più pubblicizziamo i misfatti di costoro, più la violenza non solo di questi stranieri comunitari e non, anche la nostra aumenta! Oggi da parte nostra, si copia sempre più il kitch e le negatività! I rumeni, in particolare, purtroppo, grazie alla nostra e alla loro presenza nella UE, devono essere accolti, riveriti senza neppure guardare i loro passaporti e nel caso estremo ospitati nelle nostre carceri, a spese nostre e non cacciati! L’Italia, il bel Paese, è alla mercè di costoro! L’ultimo caso quello di Igor il serbo (che non doveva trovarsi in Italia perchè espulso!) dovrebbe farci riflettere se non altro per la paura di poter essere uccisi in qualsiasi momento! L’Italia, infine, è un grosso contenitore di stranieri, non di quelli che visitano da “turisti” le nostre città d’arte, ma di quelli che giungono da noi per fare…altro! David

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