Pescara: 658 firme per dire no al trasferimento di don Max

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Lunedì prossimo saranno consegnate le firme alla Curia per dire no al trasferimento di don Massimiliano De Luca, parroco nel quartiere di Fontanelle.

Sono state raccolte 658 firme per chiedere all’arcivescovo della diocesi di Pescara-Penne monsignor Tommaso Valentinetti di non trasferire don Massimiliano De Luca dalla parrocchia di San Pietro Martire  in quella degli Angeli Custodi.

I residenti di Fontanelle dicono “Don Max non se ne deve andare: tutto quello che è stato fatto in questi anni a Fontanelle lo dobbiamo a lui. Ci ha sempre messo la faccia e non si è mai tirato indietro davanti a nulla. Non si può buttare tutto all’aria “.

Nello Raspa, presidente dell’associazione Insieme per Fontanelle che da anni si batte per il ripristino della legalità in un quartiere e numerosi cittadini si sono rivolti proprio al sacerdote per chiedere sostegno e conforto dopo numerosi episodi criminosi come gli attentati incendiari e gli atti intimidatori subiti . Il sacerdote di frontiera don Massimiliano De Luca, da tutti conosciuto come don Max, per una decisione del vescovo Valentinetti dovrà essere trasferito agli Angeli Custodi, a Villa del fuoco, nell’altra zona periferica della città. Al suo posto arriverà don Michele Mosca. Il sacerdote è stato protagonista di decine e decine di rivendicazioni popolari .

La sua comunità parrocchiale annuncia ha dato vita alla mobilitazione e alla raccolta di firme dicendo “Noi siamo grati a don Max per l’impegno e il progresso che ha portato, impegnandosi anche sul degrado di via Caduti per servizio. Questo spostamento porterebbe a un regresso di 25 anni . Non siamo d’accordo con la decisione del vescovo, il nostro quartiere, già disastrato di suo, non può perdere uno dei suoi punti di riferimento. Fino a qualche anno fa da via Caduti per servizio non saliva nessuno in chiesa. Poi, grazie al carisma di don Max, è stata costruita una comunità parrocchiale numerosa, viva e attiva. Non abbiamo nulla contro il nuovo parroco, ma non si può pensare di ricominciare tutto da capo. Non vogliamo che don Max vada via. Lui conosce vita e miracoli di questo quartiere, è sempre stato presente per qualsiasi problema o difficoltà”.

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