Pedaggi A24 e A25: la protesta dei sindaci a Vicovaro

Un’azione su più fronti per fermare il rincaro dei pedaggi autostradali, un vero e proprio salasso che sfiora il 13% per la A24 e la A25, l’Autostrada dei Parchi, gestita dal Gruppo Toto.

Questa mattina, intorno alle 7.00, si sono dati appuntamento presso il casello di Vicovaro, tutti i sindaci del versante laziale, della Valle dell’Aniene e quelli marsicani per ribadire la loro contrarietà ai rincari sull’autostrada, in particolare su A24 e A25. E’ stato scelto il casello di Vicovaro Mandela, ritenuto snodo importante soprattutto per i tanti pendolari che ogni mattina si dirigono a Roma per lavoro. L’aumento, che sfiora il 13%, é stato imposto dal Governo, replica Strada dei Parchi, e da questo punto di vista sono in programma alcune iniziative da parte delle istituzioni per dissuadere il ministro Delrio, in giornata sarà completato un dossier della Regione che lo stesso Presidente D’Alfonso consegnerà domani al Ministro nel corso di un vertice a Roma.

“È un grido di dolore delle zone montane e interne di Abruzzo e Lazio – commenta Gianni Melilla, deputato di Liberi e Uguali, presente alla manifestazione – costrette a subire un attacco al diritto alla mobilità, innanzitutto con lo stato di abbandono e degrado del sistema ferroviario e ora con questi aumenti dei pedaggi autostradali che si ripercuoteranno anche sul prezzo del trasporto pubblico su gomma. Nel mio intervento ho assicurato il massimo impegno verso il Ministero dei Trasporti per la revoca di questi aumenti. L’autostrada dei Parchi non può essere una gallina dalle uova d’oro solo per il gestore privato”.

 

Un’azione su più fronti per fermare il rincaro dei pedaggi autostradali, un vero e proprio salasso che sfiora il 13% per la A24 e la A25, l’“autostrada dei parchi”, gestita dal Gruppo Toto, dovuto allo sblocco da parte del Tar di alcuni anni di “rincari automatici”. I più attivi e agguerriti sono i cittadini, su cui prevalentemente pesa un aumento ancora più odioso per i pendolari che si spostano verso il Lazio o verso il Teramano per lavoro. L’Autostrada dei Parchi è infatti l’unico collegamento possibile tra l’Abruzzo e la capitale, nonché l’unica connessione con tempi di percorrenza decenti tra l’Adriatico e il Tirreno, vista la lentezza delle comunicazioni ferroviarie. La battaglia è partita dal basso. Questa mattina alle 7 cittadini e rappresentanti politici locali e regionali si sono dati appuntamento al Casello di Vicovaro Mandela per dimostrare con un sit-in tutto il loro disappunto. Tra i manifestanti anche il sindaco di Aielli, Enzo Di Natale, che nei giorni scorsi si è fatto promotore di una petizione sul sito Change.org, raccogliendo in 5 giorni 100mila firma che – spiega – “porteremo al ministro dei Trasporti Graziano Delrio”.

“È ora di dire basta a questo gioco al rialzo che diventa un massacro per tutti coloro che per lavoro sono obbligati a spostarsi e che affossano definitivamente tutte quelle aree interne che già soffrono la mancanza di servizi e di infrastrutture – scrive Di Natale – Per questo ho lanciato la petizione, chiedendo al presidente del consiglio Gentiloni di revocare la concessione all’attuale gestore o quanto meno di rinegoziare termini nuovi e più convenienti per i cittadini”.

Oltre 60 sindaci di Lazio e Abruzzo, provenienti dalle province di Roma, Rieti e L’Aquila, hanno dato vita a un sit-in di protesta contro il rincaro, di quasi il 13%, dei pedaggi sulle autostrade A24 e A25 che collegano le due regioni. L’appuntamento oggi all’uscita del casello di Vicovaro-Mandela (Roma). I primi cittadini hanno chiesto “immediata sospensione degli aumenti e declassificazione del tratto urbano della Roma-L’Aquila dalla barriera di Roma Est fino all’intersezione della Tangenziale Est”. “L’aumento scellerato dei pedaggi su A24 e A25 penalizza non solo il turismo in territori ricchi di attrattive, ma soprattutto i pendolari per motivi di lavoro, universitari, scolastici e sanitari. Oggi siamo qui per opporci a tutto questo” ha detto il sindaco di Tagliacozzo (L’Aquila), Vincenzo Giovagnorio, voce delle aree interne abruzzesi, che ha partecipato alla manifestazione organizzata dal sindaco di Vicovaro, Fiorenzo De Simone, insieme alla collega di Carsoli (L’Aquila), Velia Nazzaro. “Si tratta di un aumento criminale, avrà ripercussioni su oltre 100mila cittadini” ha aggiunto Giovagnorio. Nelle scorse settimane il sindaco di Aielli (L’Aquila), Enzo Di Natale, aveva lanciato una raccolta firme online che ha già superato le 95mila sottoscrizioni. “Questo dovrebbe far capire l’entità del malcontento generale – ha detto ancora il primo cittadino di Tagliacozzo – La situazione penalizza l’hinterland romano in primis e tutte le aree interne laziali e abruzzesi, è un aumento spropositato, che peserà sulle tasche dei lavoratori che devono fruire dell’autostrada anche per motivi sanitari”.

Con il ridimensionamento degli ospedali minori in presidi, infatti, molte prestazioni sanitarie vengono assicurate dai nosocomi delle grandi città, “questo vorrà dire che per una visita specializzata si dovrà aggiungere il costo del pedaggio – ha precisato Giovagnorio – Si rischia una vera e propria diaspora dei giovani studenti ai quali conviene prendere una casa in affitto, piuttosto che pagare cifre esorbitanti per viaggiare e questo non possiamo assolutamente permetterlo”.

Intanto domani dovrebbe tenersi alle 17 l’auspicato incontro tra i presidenti delle Regioni Abruzzo e Lazio, Luciano D’Alfonso e Nicola Zingaretti con il ministro Delrio, al quale dovrebbero partecipare anche alcuni sindaci delle tratte interessate dai rincari. Contestualmente si terrà un sit in di protesta davanti alla sede del ministero.

I rincari automatici dei pedaggi, stabiliti dal bando di gara e dal contratto di concessione di inizio 2000, negli ultimi anni erano stati contenuti grazie all’intervento della politica nazionale. Oggi la tratta (di 208 chilometri) tra Pescara Nord e Roma costa 23 euro e 70 centesimi. L’anno scorso era salita a 21 euro e 30 centesimi.

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