Omicidio Montesilvano: caccia all’assassino e tensione “social”

Omicidio Montesilvano: caccia all’assassino e tensione “social”, mentre a distanza di 5 giorni ancora nessuna traccia del presunto killer di Antonio Bevilacqua.

Un fatto certamente anomalo quello che fa da contorno a questa terribile tragedia. Da una parte la morte violenta di un giovane di 21 anni, freddato al volto da un colpo di fucile la notte tra venerdì e sabato scorsi, dall’altra la soluzione lampo del caso grazie anche alle immagini delle telecamere di videosorveglianza all’esterno del Ristopub “Birrami” di Via Verrotti, ma soprattutto alle rivelazioni di un supertestimone che ha svelato  ai carabinieri tutti i contorni di questo assurdo agguato, fornendo anche nome e cognome dell’assassino. Di fronte a simili premesse,  un qualsiasi fatto di cronaca si dovrebbe concludere con l’arresto  del responsabile, ma qui non siamo di fronte ad un qualsiasi fatto di cronaca, ma ad un evento per cui il delitto ha innescato un turbine di reazioni alimentato da un legittimo, quanto incomprensibile ai più, riserbo da parte dell’Autorità Giudiziaria di non diffondere le generalità del pizzaiolo 46enne ricercato in Tutta Italia ed anche in Europa. Ecco che, già dalle prime ore di sabato, tutta Montesilvano ed anche più in là, sapeva chi era l’assassino, perfino la figlia, su Facebook, ha scritto un lungo post di dura condanna per un padre allontanato dalla madre perché violento – Se sei stato tu meriti la peggiore fine –  e proprio il mondo social, in queste ore, rischia di avere un ruolo predominante, con una lunga serie di commenti in libertà ed addirittura inviti più o meno espliciti ad una sorta di caccia collettiva dell’assassino. Nome e cognome, però, restano top secret, mentre la figlia si espone pubblicamente, la madre lancia un drammatico appello, dalle pagine del quotidiano “Il Centro”, affinché si costituisca e sui social, sempre i maledetti social, imperversano le sue fotografie. Intanto 5 giorni sono passati da quando un giovane papà di appena 21 anni é stato strappato all’affetto dei suoi cari, e del pizzaiolo di 46 anni di cui vi potremmo raccontare un milione di cose, ma non possiamo dirvi come si chiama, ancora nessuna traccia.

 

IL SERVIZIO DEL TG8:

L'autore

Luca Pompei
Luca Pompei 50 anni nato a Pescara, inizia il lavoro di giornalista nel 1986 collaborando con un settimanale "La Nuova Gazzetta". Nel 1987 comincia a lavorare in televisione collaborando con la redazione sportiva dell' emittente TVQ. Riesce a conciliare lavoro e studio collaborando anche con altre emittenti come Rete8, Telemare, Tele Abruzzo Regionale e nel 1994 si laurea in Lingue e Letterature Straniere all'Università "G. d'Annunzio" con 110/110. Nel 1997 diventa giornalista professionista e nel 2005 pubblica il suo primo libro di racconti dal titolo "Leaves", nel 2016 il suo primo romanzo "La Talpa Muta". Tra le sue passioni anche la scrittura per il teatro con una serie di Monologhi messi in scena dalla Compagnia della Memoria.

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