Nuova spedizione abruzzese sull’Himalaya

Nepal

Domani dall’Abruzzo partirà una nuova spedizione alpinistico-umanitaria diretta in Nepal, sull’ Himalaya.

Partirà domani dall’Abruzzo la nuova spedizione alpinistico-umanitaria diretta in Nepal, sull’Himalaya,  per salire sul TharpuChuli (5663 m) e il SinguChuli (6501 m), montagne situate al centro dell’immenso anfiteatro dell’Annapurna. A guidare la spedizione sarà l’alpinista teatino Eugenio Di Marzio, consigliere nazionale del Cai, il Club alpino italiano. Il gruppo di alpinisti rientrerà in Italia il 20 ottobre ed è composto da Eugenio Di Marzio, Margherita Legnini, Mauro Giustini, Raffaella Marino, tutti soci del CAI di Chieti e di Carsoli, impegnati nel portare avanti il progetto alpinistico-umanitario “Summit for Peace”.

 

L’Annapurna (in sanscrito, dea dell’abbondanza) è un massiccio montuoso situato nel Nepal centrale (Himalaya). Lungo circa 55 km, è il decimo monte più alto della Terra con la cima più alta, l’Annapurna I, che raggiunge gli 8.091 metri. È stato il primo ottomila ad essere conquistato dall’uomo, ma è considerato, insieme all’ultimo tratto del K2, quello più pericoloso, in quanto detiene il più alto rapporto tra numero di incidenti mortali e ascensioni tentate. La grande corona di cime collegate ai due lati dell’Annapurna,la maggior parte delle quali supera i 7.000 metri, forma ilSantuario dell’Annapurna (Annapurna Sanctuary), un bacino glaciale lungo 40 km. Questo altopiano di forma ovale si trova a un’altitudine di oltre 4.000 metri, e l’unico ingresso per accederviè uno stretto passaggio formato dall’acqua di fusione dei ghiacciai, che si va a gettare nel fiume Modi Khola. Il Santuario è rimasto inviolato fino al 1956. A causa delle alte montagne su tutti i lati, il Santuario dell’Annapurna riceve solo sette ore di sole al giorno, in piena estate.La combinazione unica di altezze e profondità nel Santuario dell’Annapurna danno luogo a una straordinaria varietà di ecosistemi: i pendii esposti a sud sono coperti da giungle tropicali dense di rododendri e bambù, mentre i pendii esposti a nord, che ricevono poca pioggia, hanno un clima più secco e freddo simile a quello del vicino altopiano tibetano. L’intero Santuario è ritenuto sacro dai Gurung, uno dei tanti popoli autoctoni che abitano la zona. Essi credevano che fosse il luogo dove i Nāga (uomini-serpente della mitologiavedica e induista) depositavano l’oro ed i loro tesori. A parte questo, il Santuario è sempre stato creduto essere la sede di numerose divinità dell’Induismo e del Buddismo.Il Machapuchare, una delle cime del gruppo,era ritenuto essere la casa del dio Shiva, ed i pennacchi di neve che ogni giorno si sollevano dalla sua cima si riteneva fosse il fumo dell’incenso divino. Il Santuario dell’Annapurna è ora parte dell’Annapurna Conservation Area Project, che pone restrizioni sul numero di viaggiatori esteri, sulla raccolta di legna da ardere e sul pascolo degli animali domestici.

LA SPEDIZIONE IN NEPAL E AIUTI UMANITARI IN AFRICA E IN ITALIA:

Il gruppo di alpinisti abruzzesi, dopo aver risalito per sette giorni la valle che porta al Campo Base dell’Annapurna,dovrà attraversare la grande morena del ghiacciaio che scende dal Santuario per poi installare il proprio campo base: da qui, nei giorni seguenti, partirà per allestire i campi successivi necessari per raggiungere le mete alpinistiche prefissate. Naturalmente, dopo il raggiungimento dell’obiettivo alpinistico, il gruppo smonterà i campi e si incamminerà lungo il percorso di ritorno, percorrendo una via diversa da quella della salita. L’attività svolta verrà raccontata con un filmato realizzato da Di Marzio dal titolo Montagne del Mondo:esso racconterà parte delle sue 23 spedizioni extraeuropee che lo hanno portato a saliremontagne dall’Antartide all’Artico,e sarà utilizzato anche per raccogliere fondi destinati interamente a portare avanti il progetto umanitario Summit for Peace, premiato dal Governo Italiano nell’anno Internazionale della Montagna del 2004 e per il quale lo stesso Di Marzio è stato insignito del riconoscimento del Melvin Jones dal Panathlon International. Con il Progetto Summit for Peace ad oggi sono stati realizzati aiuti umanitari che hanno portato nel territorio della Diocesi di Iringa in Tanzania: un pozzo d’acqua nella missione di Usocami, collegato poi all’orfanotrofio e piccolo ospedale; una canalizzazione di parte dell’acqua dell fiume Piccolo Ruaha,che viene spinto nell’impianto di potabilizzazione e da questo nell’internodi serbatoi da centomila litri che forniscono rispettivamente un grande orfanotrofio e un ospedale di trecento posti letto nella missione di Tosamaganga ; l’allestimento di 50 posti letto nell’Università Cattolica di Iringa; l’allestimento della sala di informatica del citatoAteneo. Oltre all’Africa il pensiero di Di Marzio è attualmente rivolto, come Consigliere Nazionale del Club Alpino Italiano, ad aiutare le persone colpite dal sisma che ha portato morte e distruzione nelle regioni Lazio, Marche e Umbria: lo era stato già nel 2009, quando il terremotoavevacolpito la nostra regione,con la realizzazione, grazieai fondi raccolti dal CAI, della palestra di arrampicata indoor a Città Sant’Angelo.

L'autore

Gigliola Edmondo
Laureata in Lettere Moderne e in Giornalismo medico- scientifico con lode, è iscritta all’Ordine dei giornalisti, elenco Pubblicisti dal 1995. Esercita l’attività giornalistica dal 1985 occupandosi di cronaca, politica, economia, medicina, cultura e spettacoli. E’ appassionata di canto, musica, letteratura, cinema, teatro e pratica volontariato.

Sii il primo a commentare su "Nuova spedizione abruzzese sull’Himalaya"

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato


*