No Tap, anzi sì: ripercussioni anche in Abruzzo

Le polemiche nel Salento per il dietrofront del Governo sulla Tap ha ripercussioni anche in Abruzzo ed in particolare nella Valle Peligna dove dovrebbe passare il gasdotto e dovrebbe essere realizzato un impianto di compressione.

Serpeggia malumore anche in Abruzzo per la clamorosa decisione del Governo di dare seguito al progetto Tap che dalle Puglie all’Emilia Romagna porterà sulla dorsale appenninica un lungo gasdotto per condurre energia direttamente dall’Azerbaijan su gran parte dell’Italia. In particolare sulla Valle Peligna dove, oltre alla condotta, sarà realizzato anche un impianto di compressione. A poco sono servite le rassicurazioni di Snam sulla sicurezza dell’impianto e sul fatto che, grazie a quest’opera, ci sarà un grande risparmio per tutti gli italiani. Un territorio intero, quello del centro Abruzzo, ha levato gli scudi trovando nella Regione una valida alleata affinché l’opera non venisse realizzata non solo per motivi ambientali, ma anche di sicurezza, visto che l’area dove dovrebbe sorgere l’impianto è nel cuore di una faglia particolarmente pericolosa, anche se ancora dormiente. Contro la realizzazione della Tap si era espresso, in campagna elettorale, anche in Abruzzo, il Movimento 5 Stelle che ora, per bocca di suoi due ministri, la Lezzi ed il vice premier Di Maio, fanno sapere che non si può tornare in dietro perché sul contratto pesa una penale da 20 miliardi di euro. Vibrante la protesta scoppiata in Salento dove la Tap, proveniente dall’Azerbaijan, dovrebbe toccare terra prima di iniziare il suo lungo viaggio fino in Emilia Romagna, attivisti del M5S che bruciano le bandiere a cinque stelle e strappano tessere perché traditi da coloro che, prima del  4 marzo, avevano promesso ben altro. Qualcosa si sta muovendo anche in Abruzzo: Pierpaolo Pietrucci, consigliere regionale del Pd, si augura che la mobilitazione prosegua e si chiede se a questa mobilitazione parteciperanno anche gli esponenti locali del M5S, mentre ci va duro il sottosegretario alla presidenza della Giunta Regionale, con delega all’ambiente, Mario Mazzocca :

“Come delegato all’Ambiente, unitamente al governo regionale, ci si è opposti alla centrale di compressione di Sulmona e all’installazione del gasdotto impedendo che si formasse il parere in Conferenza dei servizi e costringendo il governo di centrosinistra a ricorrere alla procedura di avocazione della decisione. fa specie constatare che il “Governo del cambiamento” abbia invece confermato tutto ciò che il precedente Governo aveva stabilito”

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