Morte Umberto Ranieri, l’omicida condannato a 5 anni di reclusione

Il giudice delle udienze preliminari del Tribunale di Roma Claudio Carini ha condannato a 5 anni di reclusione Jelassi Mohamed Aziz, il diciottenne di origini tunisine accusato dell’omicidio di Umberto Ranieri, ucciso con un pugno per aver rimproverato il giovane.

Una condanna lieve secondo i familiari del pittore e performer morto a 55 anni lo scorso mese di marzo dopo essere stato raggiunto al volto da un pugno mentre si trovava nei giardini di Largo Preneste a Roma solo per aver rimproverato Jelassi Mohamed Aziz. Il diciottenne, accusato di omicidio preterintenzionale, ha beneficiato del rito abbreviato e quindi della riduzione di un terzo della pena. Il gip Claudio Carini ha disposto anche l’interdizione perpetua dai pubblici uffici. Il pubblico ministero Laura Condemi aveva chiesto otto anni di reclusione. I genitori di Umberto Ranieri, Filomeno e Anna, che vivono a Paglieta, non si aspettavano una condanna a soli 5 anni a chi “Dopo aver ucciso in un paio di anni potrà godersi la libertà”.

Il cinquantacinquenne era morto il 20 marzo scorso all’ospedale di San Giovanni, tre giorni dopo l’aggressione letale. Umberto Ranieri aveva riportato lo sfondamento del cranio. Un pugno ricevuto soltanto per aver chiesto ad Aziz ,che era in compagnia di due amiche, di non sporcare la piazzola nella quale si trovavano con i semi di girasole che stavano mangiando. I tre erano fuggiti ma, grazie ai filmati delle telecamere per la videosorveglianza e alle testimonianze di persone che hanno visto quanto era accaduto. i carabinieri sono riusciti a rintracciare e ad arrestare l’aggressore.

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