Morte Sara Rapini: L’ombra della prescrizione

Morte Sara Rapini: L’ombra della prescrizione sul processo in Corte d’Appello a l’Aquila per la morte della piccola Sara avvenuta sette anni fa, secondo l’accusa, per una diagnosi sbagliata.

In primo grado, al tribunale di Teramo, era stata condannata ad un anno e sei mesi la pediatra che all’epoca era in servizio all’ospedale di S.Omero, dove la piccola Sara, di appena tre anni era stata ricoverata, prima di essere trasferita d’urgenza all’ospedale di Ancona. La pediatra ha presentato ricorso in Appello ed ora i giudici aquilani hanno disposto una nuova perizia che potrebbe allungare ulteriormente i tempi con il concreto rischio che, trattandosi di omicidio colposo, possa sopraggiungere la prescrizione. Secondo quanto stabilito dalla pubblica accusa la piccola non morì di leucemia perchè i consulenti Fineschi e Pirozzi lo esclusero dall’esame del midollo osseo. A chiudere per sempre i grandi occhioni chiari di Sara una sepsi, un’infezione non diagnosticata che portò la piccola a morire per disidratazione. Non si da pace il papà di Sara, Dovilio Rapini, che da sette anni, ormai, dal quel terribile 27 dicembre del 2009 quando sua figlia morì all’ospedale di Ancona, attende giustizia e verità.

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