Montesilvano: le ragioni del No alla Nuova Pescara

Si rafforza il fronte del No alla Nuova Pescara. Oggi a Montesilvano il Comitato “Montesilvano città per sempre”, presieduto dall’ex sindaco Cordoma, illustra le sue iniziative.

L’inevitabile aumento delle tasse e la necessità di conservare una propria autonomia identitaria e amministrativa, queste le principali ragioni per le quali è necessario, secondo il comitato “Montesilvano città per sempre” presieduto dall’ex sindaco Pasquale Cordoma, attuare tutte le misure possibili per evitare questa trasformazione. All’incontro parteciperanno l’attuale sindaco De Martinis, l’assessore Valter Cozzi, il consigliere delegato alla sicurezza Marco Forconi, oltre ad altri illustri rappresentanti del No come il sindaco di Spoltore Luciano Di Lorito, l’architetto Zazzara, il Professor Piergiorgio Landini e l’ex assessore comunale di Pescara Licio Di Biase.

Un’approfondita analisi economica ed i pareri illustri di due accademici come l’architetto Lucio Zazzara ed il docente ordinario di geografia economica Piergiorgio Landini i punti di forza del Comitato che si batte contro l’esito del referendum della Grande Pescara. A questi si aggiunge la netta contrarietà dei due comuni soggetti alla fusione, Montesilvano e Spoltore. Dal 2014, anno della consultazione, ad oggi, molte cose sono cambiate, intanto il quadro normativo europeo che non prevede più una gran mole di risorse in favore delle fusioni, in Calabria Corigliano e Rossano Calabro si sono già pentite e vogliono tornare in dietro. All’epoca, poi, i cittadini chiamati al voto sono stati informati poco e male e quasi indotti ad esprimersi per il si, chissà come si esprimerebbero nel 2020, a due anni dall’entrata in vigore della legge sulla Nuova Pescara, sapendo, ad esempio che il risparmio su un unico Consiglio Comunale, invece che tre, sarebbe risibile, che la rappresentanza di Montesilvano e Spoltore sarebbe notevolmente penalizzata rispetto a quella di Pescara e che, sul piano economico, montesilvanesi e spoltoresi pagherebbero tasse più care, vedi la Tari con Spoltore che da una media di nemmeno 90 euro si avvicinerebbe molto alla media dei 200 euro di Pescara:

“Questa legge di fusione così come è stata pensata – sottolinea Luciano Di Lorito da sempre contrario alla fusione – gioverebbe solo alla città di Pescara, i miei cittadini, gli imprenditori che operano nel territorio comunale che rappresento sarebbero costretti a subire una pressione fiscale svantaggiosa rispetto a quella attuale ed anche sul piano degli investimenti saremmo penalizzati rispetto ad un concetto, passatemi il termine, “pescaracentrico” “.

“Se restiamo sul piano dell’unificazione dei servizi – spiega invece il sindaco di Montesilvano Ottavio De Martinis – sono il primo ad essere favorevole come del resto avevamo già tentato di fare in passato con la nostra Azienda Speciale, ma all’epoca chi ora vuole la fusione, ci rispose picche. Io credo che nel mio comune se chiedessimo oggi ai cittadini cosa penserebbero a riguardo, risponderebbero per la maggior parte in maniera negativa”.

A guidare il fronte del No, anche con la collaborazione di un altro ex amministratore come Licio Di Biase, l’ex sindaco di Montesilvano Pasquale Cordoma:

“Avvieremo una proposta alternativa da sottoporre al Consiglio Regionale per modificare radicalmente una legge che così come è stata pensata non va bene. Proporremo una sinergia allargata che coinvolga anche altri Comuni come Francavilla, Silvi e San Giovanni Teatino per un progetto di vasta area metropolitana mantenendo ognuno una propria autonomia. Daremo battaglia in ogni modo o maniera per evitare questo scempio.”

Il Servizio del Tg8:

https://www.youtube.com/watch?v=WYHgUVQk0NY

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