Montesilvano, furto nella chiesa di San Raffaele

Carabinieri

Ignoti sabato notte hanno sfregiato il tabernacolo della chiesa di San Raffaele a Montesilvano dove hanno rubato anche diverso materiale.

Ladri in azione sabato notte nella chiesa di San Raffaele a Montesilvano dove oltre a rubare hanno anche sfregiato il tabernacolo. I malviventi sono entrati dopo aver forzato una finestra ed hanno tagliato con delle cesoie una rete metallica. I ladri sono prima entrati nella sala del catechismo nella quale hanno prelevato un TV color 32 pollici, e poi sono entrati nella chiesa dove hanno sfregiato, forse con un cacciavite, il tabernacolo che si trova dietro l’altare. La pisside con le ostie consacrate e le teche non sono state toccate. Dopo aver forzato la serratura, sono penetrati anche nella sala Caritas dove si trovavano strumentazioni elettroniche utilizzate in questi giorni per la ‘Festa della Famiglia’ che si sta tenendo nella Parrocchia.Hanno rubato anche un mixer analogico 16 canali, 2 casse audio 5 microfoni e una tastiera per un valore commerciale di 4.150 euro. All’alba un collaboratore del parroco don Paolo Sabatini ha scoperto il furto. Della violazione del tabernacolo è stato informato anche l’arcivescovo della Diocesi di Pescara-Penne, monsignor Tommaso Valentinetti. I carabinieri della Compagnia di Montesilvano stanno svolgendo indagini per risalire agli autori del furto e dell’atto sacrilego.

1 Commento su "Montesilvano, furto nella chiesa di San Raffaele"

  1. david celiborti | 26/06/2017 di 11:02 | Rispondi

    Oggi non solo si ruba in chiesa, ma si commettono sacrilegi, sfregiando il tabernacolo! I malviventi italiani o stranieri futuri musicisti e cantanti in tonaca e cotta, poiche hanno sottratto anche l’impianto e l’amplificazione della voce, presente nella povera chiesa! Oggi non solo si esercita il mestiere “di colui che non più nulla da perdere” ossia quella del ladro, non ha più ritegno degli oltraggi che sta compiendo ma aggiunge anche il sacrilegio! Questi malviventi diventano buoni e remissivi solo dopo avere scontato dai 15 ai 20 anni di carcere (scrivono libri con cui ammettono la presenza utile ed importante di Dio!) ma non prima!

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