Mercatino etnico Pescara: Fratelli d’Italia propone referendum

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Mercatino etnico Pescara: Fratelli d’Italia propone referendum consuntivo per capire se i pescaresi sono favorevoli o no al progetto.

Il gruppo consiliare Fratelli d’Italia , in relazione alla delibera avente ad oggetto la realizzazione del mercato etnico sotto il tracciato ferroviario, vista la dura contrapposizione tra centro sinistra , favorevole, e centro destra, contrario, ha proposto in consiglio comunale di dare la parola ai cittadini di Pescara mediante un referendum consultivo da svolgersi presso il comune di Pescara in una unica giornata . I consiglieri Testa, Cremonese e Pastore ritengono che la delibera in questione debba essere congelata  , in attesa del pronunciamento dei cittadini, per tre precisi motivi.

“L’area individuata non è idonea in quanto nessun mercatino dovrebbe sorgere in una zona di pregio, tra l’altro oggetto di studio di riqualificazione; le poche risorse a disposizione nel bilancio comunale devono essere destinate alle vere priorità quali scuola, sicurezza, manutenzione , riqualificazione mercati già esistenti, sociale etc….; infine la vera integrazione non si realizza in un tunnel ma con la condivisione degli spazi mercatali già esistenti e a costo zero per la nostra comunità. Ecco perché  – concludono i tre consiglieri  – prima di spendere ben 250 Mila euro per una non priorità cittadina , sarebbe opportuno e responsabile ascoltare i cittadini.”

L'autore

Luca Pompei
Luca Pompei 50 anni nato a Pescara, inizia il lavoro di giornalista nel 1986 collaborando con un settimanale "La Nuova Gazzetta". Nel 1987 comincia a lavorare in televisione collaborando con la redazione sportiva dell' emittente TVQ. Riesce a conciliare lavoro e studio collaborando anche con altre emittenti come Rete8, Telemare, Tele Abruzzo Regionale e nel 1994 si laurea in Lingue e Letterature Straniere all'Università "G. d'Annunzio" con 110/110. Nel 1997 diventa giornalista professionista e nel 2005 pubblica il suo primo libro di racconti dal titolo "Leaves", nel 2016 il suo primo romanzo "La Talpa Muta". Tra le sue passioni anche la scrittura per il teatro con una serie di Monologhi messi in scena dalla Compagnia della Memoria.

2 Commenti su "Mercatino etnico Pescara: Fratelli d’Italia propone referendum"

  1. E’ meglio che il mercatino cosiddetto”etnico” lo facciano a casa loro! Anche se dovessero farlo nei posti detti dal “saggio” commentatore gli italiani sarebbero penalizzati: roba contraffatta venduta a prezzi stracciati, perchè privi di Iva! Io non voglio più moschee, centri culturali islamici e mercatini come molti vogliono, a mò di “casba! La presenza di questi senegalesi enon solo, in tutto il mondo ha portato sfiga e lutti! L’Islam è una religione votata allo Jiad (guerra santa) addirittura si rifanno al II millennio poichè sono rimasti indietro con la storia e con il comportamento civile! Sono apparentemente modernizzati con telefonini, computer, armi di ultima generazione! Il brutto è che questa”cosiddetta” religione ha irretito e convinto parecchi giovani europei e di altri continenti anch’essi privi di cultura di base, a fondamendalizzarsi facilmente!
    Gli arabi islamici di circa 8/9 secoli fa erano colti sapevano costruire (la Spagna ne porta alcuni esempi magnifici!) e farci scoprire nuove coltivazioni! Questi ultimi arrivi, profughi africani, europei ed asiatici sono solo dei pigri, sfaticati sciagurati che non riescono ad integrarsi nè a “RINGRAZIARCI” quando li accogliamo, anzi ci derubano , stuprano le donne ed arricchiscono in numero la nostra delinquenza! Quello che chiamano “mercatino etnico” non sa da fare! Se proprio lo si vuol fare lo facciano dentro il Vaticano, forse, però, non sarà di parere favorevole Papa Francesco!

  2. ma per quale cavolo di motivo contionuate a chiamarlo etnico? chi lo sostiene ha mai letto sul vocabolario cosa significa ”etnico”? o per questi politically correct e’ etnico una borsa o una tuta contraffatti negli scantinati di napoli? e poi se vogliono essere integrati, vogliono lavorare, vogliono essere uguali agli altri, questi ‘rappresentanti di altre culture’ (?) perché non vanno a fare il mercato al lunedi’ allo stadio o il venerdi’ a chieti o la domenica a Cepagatti? pe4rche’ non prendere il freddo e la pioggia come i commercianti locali che si svegliano all’alba? perché con che diritto devono avere un mercato riservato, al coperto e con tutti i servizi a disposizione=? chiedo a qualcuno dei sostenitori delle pretese di questi ‘commewrcianti'(?) di rispondere a queste domande. si vuole essere uguali agli italiani? benissimo. ma non soltanto con gli onori, anche con gli oneri….sinistra permettendo

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