Mercatino etnico Pescara: ancora muro contro muro

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Ancora muro contro muro tra maggioranza e opposizione al Comune sul mercatino etnico a Pescara che tornerà all’attenzione del consiglio il 20 ottobre.

Sono ancora su posizioni diametralmente opposte in merito realizzazione del mercatino etnico di Pescara nel sottopasso della stazione ferroviaria in via Ferrari i partiti di maggioranza ed opposizione. Si preannuncia, infatti, rovente la prossima seduta del consiglio comunale in programma venerdì 20 ottobre. Il centrodestra, contrario al mercatino, presenterà centinaia di emendamenti. Ieri , in occasione del sit-in organizzato dalla Cgil davanti al municipio per sollecitare la realizzazione della struttura, invece, il sindaco Marco Alessandrini ha fornito rassicurazioni ai rappresentanti sindacali e dei lavoratori immigrati senegalesi sul fatto che sarà portata all’attenzione dell’assise civica la delibera contenente la variante al piano regolatore generale che prevede il completamento dei lavori nel sottopasso ferroviario.

L’assessore Giovanni Di Iacovo ricorda che “sarà istituito, per la prima volta nella storia di Pescara, un mercato etnico con merce legale proveniente da fuori Abruzzo, con operatori, sia stranieri, che italiani, che abbiano le carte in regola per entrare e le attività limpide e solide per rimanere”.

Di diverso avviso il capogruppo di Pescara in Testa Guerino Testa il quale ribadisce che si creerà “un ghetto per gli ambulanti extracomunitari sotto un tunnel ferroviario. Questo non significa integrarli con il tessuto sociale e commerciale pescarese, come strumentalmente tenta di far credere la sinistra locale, ma significa solo rischiare di favorire un nuovo concentrato di illegalità, al pari di quell’area mercatale smantellata dalle aree di risulta proprio perché, secondo quanto scoperto dalle forze dell’ordine, era addirittura la centrale della contraffazione del centro sud Italia”.

Lo scorso giugno anche Confcommercio era intervenuta nel dibattito dicendo che si tratta di una scelta sbagliata, “contraria al buon senso e alla legge regionale. Si fa un utilizzo scellerato di risorse pubbliche che il Comune farebbe meglio a destinare alla riparazione delle strade piene di buche e al ripristino di una situazione di decoro in città”.

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