L’Aquila: medaglia sparita, prete a giudizio nonostante tre arciviazioni

Non sono bastate tre archiviazioni richieste dal Pm e le dichiarazioni di un ex vescovo per convincere il Gip de L’Aquila Guendalina Buccella a non procedere con il rinvio a giudizio a carico di Don Daniele Pinton.

Il rettore delle Anime Sante a l’Aquila, dovrà, così, comparire in tribunale a luglio per difendersi dall’accusa di furto aggravato di una medaglia che Papa Paolo VI ha donato 50 anni fa alla Diocesi de L’Aquila. Secondo quanto ricostruito dal suo avvocato Dario Visconti, Don Daniele Pinton, in qualità, all’epoca di vicario episcopale per il culto e la santificazione, aveva tutto il diritto di esporre al culto o meno, la medaglia, tra l’altro di scarso valore economico e non esattamente classificabile come reliquia. Tuttavia Don Pinton, come ha riferito ai giudici l’ex vescovo de L’Aquila Mons. Giuseppe Molinari, chiese comunque l’autorizzazione che gli venne concessa. Per cui nessuna sottrazione indebita, secondo la difesa, ancora tutto da chiarire, invece, secondo il Giudice per le Indagini Preliminari, la quale, pur accettando la deposizione di Mons. Molinari, l’ha ritenuta priva di riscontri, e poi ci sono le intercettazioni agli atti, dalle quali si evince la volontà di Don Pinton di tenere per se la medaglia. Una soggettiva e discutibile interpretazione, invece, per l’avvocato di Don Pinton che esprimerà ancora meglio i concetti alla prima udienza di luglio con la prescrizione, tra l’altro, dietro l’angolo.

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