L’Aquila: archiviata l’inchiesta sulla morte del cane Kaos

Il cane, che aveva contribuito al salvataggio di tre persone durante il terremoto di Amatrice, è morto per avvelenamento. Ora il Pm chiede l’archiviazione. Presentato il ricorso.

Il cane-eroe Kaos, che aveva salvato tre persone dalle macerie provocate dal terremoto di Amatrice, era morto per avvelenamento questa estate, creando sconcerto e indignazione a livello nazionale. Per la Procura della Repubblica de L’Aquila la morte del Kaos di tre anni e mezzo, appartenente alla parte del nucleo cinofilo dell’associazione di volontariato Pivec, è stata solo accidentale anche se attribuita alla mano dell’uomo. Dopo l’esito di attente indagini da parte del Nucleo investigativo della polizia ambientale e forestale, aiutati anche dalla polizia nazionale e dagli Animalisti Italiani Onlus, il sostituto procuratore de L’Aquila, Guido Cocco, ha chiesto l’archiviazione delle indagini. La morte del pastore tedesco, avvenuta a fine luglio, era avvenuta per aver ingerito un lumachicida nei pressi dell’abitazione del suo proprietario Fabiano Ettorre a Sant’Eusanio Forconese. La morte del cane-eroe era stata aggravata anche dal furto a casa del proprietario avvenuta qualche tempo dopo. In una nota Ettore Fabiano, informa che è stata già depositata opposizione all’ archiviazione tramite l’avvocato Alessandro Rosa del foro dell’Aquila. Nell’opposizione, sottolinea ancora Fabiano, vengono suggeriti nuovi spunti d’indagine e si fanno presenti delle incongruenze, tipo le lesioni riportate dal cane nelle zampe che fanno presupporre un trattenimento dello stesso, dove non si evince approfondimento nel fascicolo. Ettore Fabiano conclude ribadendo di essere in attesa della data dell’udienza e nei prossimi giorni verrà integrata l’opposizione con altre documentazioni.

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