La processione del Venerdì Santo a Chieti

La processione del Venerdì Santo a Chieti torna questa sera con il corteo, il miserere di Selecchy. Anche una delegazione dal Giappone per assistere alla manifestazione.

A Chieti è il giorno della solenne processione del Venerdì Santo (o del Cristo morto) che secondo alcuni studiosi è la più antica d’Italia. L’Arciconfraternita del Sacro Monte dei Morti ne cura l’allestimento e la preparazione in collaborazione con tutte le parrocchie e le associazioni cittadine. All’inbrunire  il corteo con i simboli della passione di Cristo, le statue, il coro e i musicisti che intonano le struggenti note del miserere di Saverio Selecchy escono dalla cattedrale di San Giustino per sfilare per le principali vie e vicoli del capoluogo teatino  Una manifestazione che richiama ogni anno migliaia di persone e ,per l’edizione 2016 , a Chieti è arrivata una delegazione dal Giappone che questa sera assisterà alla processione commemorativa della passione e morte di Gesù Cristo che sarà seguita come consuetudine da Rete8 . In postazione ci sarà il collega Paolo Castignani  e con lui lo studioso Aurelio Bigi che da quest’anno è entrato a far parte dell’ Arci confraternita del Sacro Monte dei Morti e che ricorda come ormai la processione teatina abbia varcato i confini nazionali e il suo miserere sia diventato  la colonna sonora di tante altre manifestazioni italiane.

Il Video:

L'autore

Gigliola Edmondo
Laureata in Lettere Moderne e in Giornalismo medico- scientifico con lode, è iscritta all’Ordine dei giornalisti, elenco Pubblicisti dal 1995. Esercita l’attività giornalistica dal 1985 occupandosi di cronaca, politica, economia, medicina, cultura e spettacoli. E’ appassionata di canto, musica, letteratura, cinema, teatro e pratica volontariato.

1 Commento su "La processione del Venerdì Santo a Chieti"

  1. david celiborti | 25/03/2016 di 23:36 | Rispondi

    Quella di Chieti è stata una processione suggestiva! Poi il Miserere lo fa da padrone con l’incanto dei violini e le voci flebili, come quelle delle”praeficae” latine, donne che cantavano però non spontaneamente, ma prezzolate; i copricapo dei processanti, quasi fossero ebrei-rabini! Tutto bello anche se si ripete ogni anno è gustabile e da non perdere!
    La nota dolente viene da Pescara. La sua processione è anch’essa suggestiva, con le sue figure e con l’intensità della preghiera, di cui dovremmo avere più riguardo, non cancellando l’immagine di un’Italia cristiano-cattolica da sempre, lontana dalle faciliki conversioni all’Islam e dalle brutture della pedofilia! L’omossessualità è diventata all’ordine del giorno “più scoperta” “più accettata” ed è presente dovunque sia a livello laico che ecclesiastico,non la giustifico affatto, ma è, purtroppo presente! Con la religione non ha nulla a che vedere, tanto da farci allontanare da lei, ed è un errore: noi abbiamo il nostro credo: dobbiamo solo attenzionare i nostri figli, allontanandoli dalle cattive compagnie, dalla droga anche dalla frequentazione di persone e preti infami! Non cambiamo per un qualcosa che apertamente abbiamo accettato: l’omossessualità! Io giro sempre da lontano! La cosa più grave è stata l’assenza del Sindaco Alessandrini,forse invisibile o nascosto durante la processione principale partita dalla Cattedrale di S.Cetteo di Pescara, cosa molto grave: è la prima volta che succede! Era presente,però, D’Alfonso che trainava una carrozzella, con una persona portatrice di handicapp, forse un parente o forse per aumentare la sua credibilità in politica: onore al merito! Distinti saluiti! David

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