La marcia di protesta per chiedere di riaprire il ponte del Giovenco

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In molti hanno partecipato, ieri 16 settembre, alla marcia di protesta per chiedere la riapertura del ponte del Giovenco, chiuso ormai da tre mesi.

Il doppio corteo, al quale ha preso parte anche la scrittrice Dacia Maraini, è partito, ieri mattina, contemporaneamente da Ortona dei Marsi, sul fronte Valle del Giovenco, e da Pescasseroli. Una iniziativa organizzata per chiedere alla Provincia de L’Aquila il crono programma degli interventi per il ripristino della viabilità che da tre mesi sta subendo molti disagi a causa della chiusura del ponte sul Giovenco. Durante la manifestazione è stato osservato un minuto di raccoglimento per le vittime di Genova. C’è stata anche l’esibizione del coro degli alpini per ricordare i sei giovani
morti il 26 marzo 1946 durante la ricostruzione del ponte fatto saltare dai tedeschi in ritirata.

Alla marcia hanno partecipato, oltre ai componenti del comitato e a tanti cittadini, anche i parlamentari del movimento Cinque Stelle Carmela Grippa e Fabio Berardini, il presidente del Parco Antonio Carrara, il presidente della comunità del Parco Antonio Di Santo, i sindaci di Opi Berardino Paglia, di Bisegna Antonio Mercuri,  di Ortona dei Marsi Manfredo Eramo, gli amministratori del Comune di Pescasseroli, rappresentanti del Wwf e di diverse associazioni e della Pro loco.

I manifestanti hanno ribadito il proprio stop ai disagi e all’isolamento e la realizzazione dei lavori per risolvere in tempi brevi il problema. Il Movimento 5 Stelle ha ricordato di averlo portato in Parlamento chiedendo un accesso agli atti per capire perchè l’intera area è costretta all’isolamento dopo la chiusura del ponte a causa del crollo di una parte strutturale.

Da più parti è stato evidenziato che senza effettuare prove di carico non si può sapere se la struttura può essere utilizzata per il passaggio dei pedoni e attualmente, in assenza di controllo, nonostante i divieti, alcuni ciclomotori attraversano il ponte. Si chiede alla Provincia di procedere alla messa in sicurezza della struttura e ad effettuare gli interventi di ripristino del ponte, che è ritenuto fondamentale per la viabilità della valle del Giovenco.

I sindaci della zona concordano sul fatto che ” Una sola sembra essere l’ipotesi più attendibile al vaglio dei tecnici e della politica per risolvere il problema che causa disagi alla popolazione e che mette in crisi l’assetto turistico ed economico dell’intero territorio. Si tratta della realizzazione di un nuovo ponte che potrebbe essere pronto in primavera. Soluzioni provvisorie sono state infatti scartate. Il tecnico Alessandro Di Camillo, incaricato dalla Provincia di preparare una relazione, ha evidenziato «la vulnerabilità della struttura che, a causa del crollo delle spalle e delle infiltrazioni di acqua, rischia di collassare definitivamente». Una seconda ipotesi, quella di un intervento provvisorio, è stata scartata perché sarebbe dispendiosa e inutile”.

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