La festa dei Sardi in Abruzzo nel segno di Gabriele d’Annunzio

Torna, come ogni anno, la conviviale dell’associazione “Dimonios”, il Centro Culturale Sardo d’Abruzzo, che il prossimo 16 dicembre si ritroverà a Miglianico presso il ristorante “Sognando Rock”.

Quest’anno la consueta festa della ricca comunità sarda che vive ed opera nella nostra Regione sarà dedicata a Gabriele d’Annunzio che, pochi lo sanno, dedicò un suo scritto alla Sardegna nella guida “Le osterie d’Italia” di Hans Barth.

“Io vi prometto di sacrificare alla vostra sete un boccione d’olente vino d’Oliena serbato da moltissimi anni in memoria della più vasta sbornia di cui sia stato io testimone e complice. Non conoscete il Nepente d’Oliena neppure per fama? Ahi, lasso! Io son certo che, se ne beveste un sorso, non vorreste mai più partirvi dall’ombra delle candide rupi, e scegliereste per vostro eremo una di quelle cellette scarpellate nel macigno che i Sardi chiamano Domos de Janas, per quivi spugnosamente vivere in estasi fra caratello e quarteruolo”.

Così ebbe a scrivere il Vate nella prefazione alla guida di Barth, una riflessione certamente tra le meno conosciute del poeta pescarese, ma molto nota in Sardegna perché grazie a d’Annunzio si ebbe  la prima conoscenza, al di fuori dell’Isola, di uno dei vini Cannonau più importanti e apprezzati: il Nepente di Oliena. Il Nepente di Oliena e Gabriele D’Annunzio, Sardegna e Abruzzo insieme nel segno del Vate, tanto nel 1910, anno del suo viaggio in Barbagia, quanto oggi grazie all’iniziativa natalizia del circolo culturale sardo Dimonios, punto di riferimento per i sardi e per gli abruzzesi che amano l’isola. E proprio il vino di D’Annunzio sarà uno dei protagonisti del pranzo pre natalizio organizzato dai Dimonios il 16 dicembre alle 13 a Miglianico, in contrada Foreste, nel salone di Sognando rock (l’ex discoteca Divina). Un’occasione per degustare, accompagnati dal Nepente, alcune delle peculiarità enogastronomiche sarde: i salumi e i formaggi anzitutto; i malloreddus (gnocchetti) alla campidanese e i maialetti allo spiedo, cotti a vista dagli arrostitori sardi; e ancora la pecora in cappotto, vale a dire la variante sarda dell’ovino bollito tipico della cucina agropastorale mediterranea; per finire i dolci tipici accompagnati dal mirto. Una festa in Abruzzo per la Sardegna che, quest’anno, andrà anche oltre. Per far respirare a sardi e abruzzesi lo stesso clima che inebriò Il Vate ai primi del ‘900, il circolo Dimonios ha invitato alla festa di Miglianico i “Murales” di Orgosolo, vale dire uno dei gruppi folk sardi più noti al mondo che per la prima volta si esibirà in Abruzzo. I “Murales” sono fedeli e rigorosi interpreti del canto “a tenore” barbaricino, custodi del tradizionale ballo “ballu tundu” e della tramandazione di uno dei costumi storici più belli dell’isola.

“Proprio per ripercorrere il viaggio di D’Annunzio, il tema scelto quest’anno per la nostra festa della Sardegna è dalla Barbagia all’Abruzzo – spiega Emily Congiu del circolo Dimonios -. Ormai da tre anni abbiamo trasformato il tradizionale pranzo sociale pre natalizio in una ‘festa manna’ (festa grande, ndr) per i sardi che vivono in questa terra e per far conoscere la nostra terra a tanti abruzzesi. Nel 2016 erano presenti 200 persone, l’anno scorso 300 e per il prossimo 16 dicembre ci stiamo attrezzando per ospitarne più di 400. Attendiamo persone da tutto l’Abruzzo e il Molise, dall’Umbria e dalle Marche, dal Lazio e anche dalla Campania. E sono tanti i non sardi che amano o scoprono in queste occasioni il cibo, la cultura e le tradizioni dell’isola”.

Per partecipare alla festa occorre prenotarsi entro il 9 di dicembre chiamando il 391 7073506, 334 1169909 e, solo su whatsapp, 349 6156378.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sii il primo a commentare su "La festa dei Sardi in Abruzzo nel segno di Gabriele d’Annunzio"

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato


*