Inchiesta Chiodi Venturoni: intercettazioni a sostegno dell’accusa

WCENTER 0SKJCCNLCP Foto Adriani/LaPresse 22-09-2010 Teramo, Abruzzo, Italia Cronaca Arresti e indagati provncia di Teramo per corruzione nell' ambito delle indagini della Squadra Mobile di Pescara dal 2008, sui rifiuti a Teramo Nella foto; Lanfranco Venturoni ( al centro ) quando era presidente della team con l' allora sindaco Gianni Chiodi alla sua destra.

Inchiesta Chiodi Venturoni: nuova udienza preliminare oggi in Tribunale a Pescara per l’inchiesta sui tetti di spesa imposti alle case di cura nel 2010. Nuovi elementi d’accusa dalle intercettazioni. Si deciderà il 30 novembre sulle richieste di rinvio a giudizio

Ci sarà il 30 novembre l’epilogo dell’udienza preliminare del procedimento che oltre all’ex presidente della Regione Gianni Chiodi, vede tra gli imputati anche l’ex assessore regionale Lanfranco Venturoni, l’ex subcommissaria della sanità Giovanna Baraldi, e due tecnici dell’Agenzia Nazionale per i servizi sanitari. A loro la Procura di Pescara contesta reati legati alla firma dei contratti tra la Regione e le case di cura, con queste ultime costrette ad accettare un taglio di 40 milioni di euro. Reati dunque che sarebbero stati commessi nel 2010, e per i quali siamo ancora fermi alla fase preliminare per una serie di difficoltà legate alla trascrizione di numerose intercettazioni su cui il perito della Procura ha chiesto anche diverse proroghe. Proprio da queste emergono particolari interessanti su come, all’epoca, la Regione condusse questa partita. Nello specifico, dopo una settimana da quella firma, secondo l’accusa estorta, venne fuori che gli importi per Villa Pini erano sballati e che da questi venivano di conseguenza viziati per difetto anche gli importi per le altre cliniche.

LE NUOVE INTERCETTAZIONI – Da una trama di colloqui telefonici tra l’allora manager della Asl di Chieti Zavattaro (non indagato) la Baraldi e Venturoni, ci si accorge, in sostanza, che il tetto di spesa di Villa Pini si basa su almeno un 50% di ricoveri inappropriati. La stessa Baraldi, in un colloquio telefonico con Venturoni, ammette candidamente di aver fatto un errore che forse avrà una ricaduta su tutte le strutture (….e io adesso cosa gli dico? ….aggiunge laconicamente).

In un altro colloquio telefonico tra la Baraldi ed un suo collaboratore, quest’ultimo  parla apertamente di trattamento diverso e migliore nei confronti di Villa Pini, dicendo testualmente – Loro hanno avuto un grosso privilegio comunque da questa metodologia

Ancora più significativo il contenuto di un’intercettazione tra la Baraldi e la consulente Maria Rosaria Russo Valentini (non indagata) nel quale si parla di tetti stabiliti a gennaio e dei quali la Baraldi si sente già pentita perché avrebbe dovuto tener conto degli esiti di una commissione ispettiva secondo i quali il 50% dei ricoveri a Villa Pini è illegittimo, ma di averlo saputo tardi, solo dopo la firma dei contratti tagliati. La dimostrazione, secondo l’accusa, che da una parte si costringevano le cliniche a firmare contratti imponendo tagli milionari, dall’altra si autorizzavano pagamenti a Villa Pini pur sapendo che erano su conti sbagliati.

Questa mattina il giudice Sarandrea avrebbe voluto iniziare la discussione limitandola agli interventi del Pm Papalia e dell’avvocato di Parte Civile Tommaso Marchese il quale, nelle precedenti udienze, ha prodotto atti che dimostrerebbero la continuità dei reati, che ricordiamo sono a vario titolo di violenza privata, falso ed abuso, anche sui provvedimenti presi dalla Regione sull’annualità 2011/2012, una testi questa che se accolta farebbe slittare la scadenza della prescrizione da giugno 2018 a giugno 2019. Lo stesso Marchese, però, ha chiesto che le discussioni fossero unificate, da qui il rinvio al 30 novembre.

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