Incendi: la caccia non c’entra nulla

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L’estate degli incendi, anche in Abruzzo, ha avuto una forte incidenza negativa sulla fauna selvatica.

Per questo che le associazioni ambientaliste e animaliste chiedono la sospensione dell’apertura o il rinvio della prossima stagione di caccia in particolare nelle regioni dell’Italia meridionale interessate dai disastri ambientali causati dagli incendi boschivi. In una nota inviata a tutte le Regioni (cui spetta il compito di fissare i calendari venatori), l’Ispra ha invitato a rinviare a ottobre l’apertura della caccia o a ridurre il numero di capi che si possono abbattere: “Il 2017 – ha scritto sul sito dell’istituto il responsabile della Gestione patrimonio faunistico, Piero Genovesi – è stato caratterizzato da temperature massime assai elevate e prolungati periodi di siccità”, oltre a “una drammatica espansione sia del numero degli incendi sia della superficie percorsa dal fuoco (+260% rispetto alla media del decennio prevedente”, questo “comporta una condizione di rischio per la conservazione della fauna”. Non è dello stesso avviso la Federcaccia  regionale che vede le richieste presentate dalle associazione animaliste in primis come un pretesto contro le associazioni venatorie, visto che già esistono da anni leggi che intervengono sulle problematiche legate agli incendi. Inoltre, ha tenuto ha precisare il presidente regionale Ermano Morelli, che in Abruzzo la caccia, su decisione della regione, verrà riaperta a ottobre e non a settembre come in tutte le altre regioni italiane.

L'autore

Federico Di Luigi
Nato a Teramo, iscritto all’albo dei giornalisti dal 2010, in questo anno inizia il lavoro di giornalista presso la redazione dell’emittente televisiva TVSei, nel 2012 entra a far parte come giornalista ed amministratore di un nuovo progetto editoriale “Latv dell’Adriatico” carica che a tutt'oggi ricopre. Dal 2013 lavora con Rete8 ricoprendo il ruolo di responsabile della redazione giornalistica di Teramo

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