Incendi: la caccia non c’entra nulla

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L’estate degli incendi, anche in Abruzzo, ha avuto una forte incidenza negativa sulla fauna selvatica.

Per questo che le associazioni ambientaliste e animaliste chiedono la sospensione dell’apertura o il rinvio della prossima stagione di caccia in particolare nelle regioni dell’Italia meridionale interessate dai disastri ambientali causati dagli incendi boschivi. In una nota inviata a tutte le Regioni (cui spetta il compito di fissare i calendari venatori), l’Ispra ha invitato a rinviare a ottobre l’apertura della caccia o a ridurre il numero di capi che si possono abbattere: “Il 2017 – ha scritto sul sito dell’istituto il responsabile della Gestione patrimonio faunistico, Piero Genovesi – è stato caratterizzato da temperature massime assai elevate e prolungati periodi di siccità”, oltre a “una drammatica espansione sia del numero degli incendi sia della superficie percorsa dal fuoco (+260% rispetto alla media del decennio prevedente”, questo “comporta una condizione di rischio per la conservazione della fauna”. Non è dello stesso avviso la Federcaccia  regionale che vede le richieste presentate dalle associazione animaliste in primis come un pretesto contro le associazioni venatorie, visto che già esistono da anni leggi che intervengono sulle problematiche legate agli incendi. Inoltre, ha tenuto ha precisare il presidente regionale Ermano Morelli, che in Abruzzo la caccia, su decisione della regione, verrà riaperta a ottobre e non a settembre come in tutte le altre regioni italiane.

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