Giornata Fai d’autunno: gli itinerari in Abruzzo

Giornata Fai d’autunno: gli itinerari in Abruzzo previsti per domenica prossima tra i 170 itinerari indicati a livello nazionale.

Il Fondo Ambientale Italiano organizza per la prossima domenica la Giornata Fai d’autunno  a sostegno della campagna di raccolta fondi “Ricordiamoci di salvare l’Italia”, attiva dal 1° al 31 ottobre. Per l’occasione 3.500 volontari accompagneranno gli italiani alla scoperta di 600 luoghi inaccessibili o poco valorizzati, legati da una tematica comune – la musica, l’acqua, le tradizioni artigiane locali, il panorama urbano dall’alto, gli spazi dedicati all’amore sacro e a quello profano… – e raccontati da una prospettiva insolita.  In Abruzzo si segnalano  l’itinerario di Casalincontrada (CH) che farà scoprire le case di terre e il percorso alla scoperta del borgo di Pacentro (AQ).  Casalincontrada è un piccolo borgo di cui si hanno notizie fin dal Duecento. Fa parte dell’Associazione Nazionale Città della Terra cruda. Per quanto riguarda le case di terra, nel territorio di Casalincontrada si trovano 124 edifici in “massone”, dei quali il 48% è situato in ambiente urbano e il 52% in zona rurale. Le case di terra di Casalincontrada si diffusero in modo massiccio nella prima metà dell’Ottocento, quando si verificò un notevole frazionamento dell’unità poderale classica che, di conseguenza, moltiplicò la domanda di case coloniche. L’esigenza di soddisfare tale domanda al costo minimo possibile, portò alla diffusione dell’edificazione con impasto di terra e paglia, certamente la meno costosa dell’epoca. Oggi le case di terra sono episodi isolati nelle campagne abruzzesi, testimoni di una memoria contadina. Censito tra i Borghi più belli d’Italia, a pochi chilometri da Sulmona, Pacentro fa parte della comunità montana Peligna, situata nel Parco Nazionale della Majella. Le prime notizie storiche relative a un incastellamento a Pacentro risalgono al 951 d.C. Le forme attuali del castello sono il risultato di una serie d’interventi succedutisi nel tempo a partire dal XIII secolo. Il castello visse il suo momento di splendore sotto il dominio della famiglia Caldora protagonista delle vicende storiche che videro avvicendarsi sul trono del regno di Napoli Angioini e Aragonesi. Il Convento dell’Immacolata Concezione. Il convento fu fondato nel 1589 dai frati Riformati con la classica tipologia detta “mendicante”, con chiostro quadrato attiguo al lato sinistro della chiesa. Le pareti del chiostro sono affrescate da un ciclo pittorico, realizzato nel 1618, dedicato alla vita di San Francesco d’Assisi, probabilmente opera di un artista locale e importante testimonianza dal punto di vista iconografico e religioso. A Pescara  passeggiata tra i villini e la riserva naturale. L’itinerario si snoda nella parte sud della città, caratterizzata dalla vasta pianura delle saline che venne interessata da un progetto di risanamento che, seppur non portato a termine nella forma pensata dal suo progettista, nel corso degli anni costituirà quell’agognata città giardino sognata dall’architetto Antonino Liberi, cognato di Gabriele d’Annunzio. Tra le aperture: Il Kursaal, progettato da Antonino Liberi come ritrovo culturale e ricreativo della borghesia pescarese, venne inaugurato il 14 agosto 1910 con un sontuoso banchetto campestre di cinquecento coperti e grande entusiasmo. Il “Kursaal” (casa delle cure) era un elegante fabbricato classicheggiante che spiccava per la raffinatezza del doppio loggiato dagli incantevoli colori rosso antico e giallo. Nel 1919 venne trasformato in uno stabilimento per liquori: l’Aurum, su progetto dell’arch. toscano Giovanni Michelucci il cui nome è legato alla costruzione della stazione ferroviaria di Santa Maria Novella. Il nome del liquore venne scelto dal fondatore della fabbrica Amedeo Pomilio, su suggerimento dell’amico poeta Gabriele D’Annunzio. La parola deriva delle parole latine aurum (oro) e aurantium (arancio). A Farindola il percorso dell’acqua dalla rupes angria al borgo storico. La sua posizione arroccata su un colle, le porte d’ingresso, i percorsi tra le case con gli antichi forni, le caratteristiche scalette che lo attraversano testimoniano l’origine medievale di questo centro rurale posto alle falde orientali del Gran Sasso d’Italia. L’ambiente naturale, di inestimabile valore, si è conservato fino ai giorni nostri meritando la tutela e la valorizzazione del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. Con un salto d’acqua di 28 metri, la spettacolare cascata del Vitello d’oro,  deve il suo nome a una leggenda popolare, secondo la quale, nel giorno di San Giovanni, ad alcune donne apparve una piccola vitella di color giallo oro nei pressi della fonte. La cascata è alimentata da alcune falde idriche profonde, a loro volta alimentate dalle acque meteoriche e di fusione delle nevi che penetrano facilmente nelle rocce calcaree, e risulta essere la parte terminale di un lungo fiume sotterraneo che si getta nel fiume Tavo. Le moderne opere di captazione hanno in parte ridotto la portata del fiume e di conseguenza la cascata. Nel cuore della Valle d’Angri, all’inizio del Novecento vennero realizzate le prime opere di captazione delle acque provenienti dalle sorgenti del fiume Tavo, poi convogliate nell’acquedotto omonimo. Successivamente, il primo edificio, caratterizzato da una facciata decorata con un grande cartiglio con iscrizione e dai tre stemmi dei comuni che ne promossero la costruzione, venne abbandonato a favore della moderna captazione costruita poco distante. Attualmente l’acquedotto del Tavo costituisce parte dell’ossatura principale del sistema acquedottistico del comprensorio e approvvigiona tutti i centri delle vallate del Tavo e Fino sino alle propaggini del Gran Sasso da un lato e sino al mare dall’altro, con una portata di regime pari a 490 l/sec.  All’accesso di ogni bene sarà richiesto un contributo facoltativo, preferibilmente da 2 a 5 euro, a sostegno dell’attività della Fondazione. Per gli iscritti FAI e per chi si iscriverà per la prima volta durante l’evento – a questi ultimi sarà dedicata eccezionalmente la quota agevolata di 29 euro anziché 39 – saranno riservate aperture straordinarie, accessi prioritari, attività ed eventi speciali in molte città. La quota agevolata varrà anche per chi si iscriverà per la prima volta tramite il sito www.fondoambiente.it durante tutto il mese di ottobre.

L'autore

Luca Pompei
Luca Pompei 50 anni nato a Pescara, inizia il lavoro di giornalista nel 1986 collaborando con un settimanale "La Nuova Gazzetta". Nel 1987 comincia a lavorare in televisione collaborando con la redazione sportiva dell' emittente TVQ. Riesce a conciliare lavoro e studio collaborando anche con altre emittenti come Rete8, Telemare, Tele Abruzzo Regionale e nel 1994 si laurea in Lingue e Letterature Straniere all'Università "G. d'Annunzio" con 110/110. Nel 1997 diventa giornalista professionista e nel 2005 pubblica il suo primo libro di racconti dal titolo "Leaves", nel 2016 il suo primo romanzo "La Talpa Muta". Tra le sue passioni anche la scrittura per il teatro con una serie di Monologhi messi in scena dalla Compagnia della Memoria.

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