Foreste Abruzzo: l’allarme di Coldiretti

Coldiretti Abruzzo lancia un appello in favore delle foreste che “a causa dell’incuria e dell’abbandono, sono diventate vere giungle ingovernabili”.

All’indomani della Giornata internazionale delle Foreste Coldiretti Abruzzo esprime preoccupazione per la situazione in cui versano i boschi e l’incremento del prelievo di legname. Nella nostra regione la superficie boschiva ricopre il 41% del territorio, pari a 400mila ettari. Al boom di incendi, registrati nel 2019, per effetto dei cambiamenti climatici, che sono aumentati del 1700% rispetto al 2018, come evidenzia l’associazione degli agricoltori, si aggiungono altri aspetti non secondari.

Coldiretti ricorda che negli ultimi anni anche in Abruzzo si sono verificati numerosi incendi, soprattutto nel periodo estivo, che hanno distrutto irrimediabilmente migliaia di ettari di zona boschiva. “Anche nella nostra regione è finora mancata l’opera di prevenzione nei boschi che, a causa dell’incuria e dell’abbandono, sono diventati vere giungle ingovernabili. Siamo di fronte all’inarrestabile avanzata della foresta che senza alcun controllo si è impossessata dei terreni incolti con una densità che la rende del tutto impenetrabile ai necessari interventi di manutenzione, difesa e sorveglianza anche perché  per effetto della chiusura delle aziende agricole, i boschi si trovano spesso senza la presenza di un agricoltore che possa gestirli.

Per difendere il bosco italiano occorre creare le condizioni affinché si contrasti l’allontanamento dalle campagne e si valorizzino quelle funzioni di sorveglianza, manutenzione e gestione del territorio svolte dagli imprenditori agricoli.

Un’opportunità in tal senso viene dalla legge di orientamento che  invita le pubbliche amministrazioni a stipulare convenzioni con gli agricoltori per lo svolgimento di attività funzionali alla salvaguardia del paesaggio agrario e forestale. Ma una ulteriore opportunità secondo Coldiretti potrebbe arrivare dall’aumento del prelievo del legname dai boschi con lo sviluppo di filiere che potrebbero generare nuovi posti di lavoro.

Lo spazio per un rilancio della forestazione è enorme. L’industria italiana del legno è la prima in Europa, ma con legname che arriva da altri Paesi vicini come Austria, Francia, Svizzera e Germania a dimostrazione di un grande potenziale economico inutilizzato”.

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