Economia in Abruzzo e la maglia nera per la crescita

Anticipando il rapporto Svimez la Uil Abruzzo parla di maglia nera per la nostra regione che cresce meno rispetto alle altre del Sud d’Italia.

La Uil Abruzzo parlando di economia, nel commentare le anticipazioni del rapporto Svimez relativo al 2016, evidenzia le criticità della regione rispetto al Meridione d’Italia.

Il segretario generale Uil Abruzzo Michele Lombardo afferma che “La crescita del Sud si consolida e il Pil aumenta dell’1%”, ma in questo quadro “complessivamente positivo la maglia nera spetta all’Abruzzo per i suoi dati negativi, che fanno registrare un forte calo dell’agricoltura e una contrazione della produzione industriale che scende del 2,2%; il prodotto interno lordo della regione, pur rimanendo a livelli più alti di tutto il Sud, è in diminuzione dello 0,2%”. Alla contrazione della produzione industriale corrisponde, nel primo trimestre del 2017, una flessione degli occupati del 3,7%, pari a 18 mila unità lavorative in meno, con un aumento dei disoccupati dell’1,4 per cento: il dato peggiore degli ultimi dieci anni, di gran lunga superiore a quello nazionale, che ha segnato una diminuzione dello 0,4%, ponendo l’Abruzzo al terzultimo posto nella graduatoria. Questo quadro ci deve far riflettere su come la crescita sia fragile se non è sostenuta da un tessuto industriale solido, alimentato da politiche capaci di conservare e rinforzare la storica ossatura industriale regionale, attrarre nuovi progetti di investimento e sostenere l’imprenditorialità giovanile. È necessario invertire la rotta cercando di migliorare la competitività delle imprese abruzzesi, soprattutto delle piccole, che da sole assorbono il 52% degli occupati, ma a causa delle loro dimensioni sono limitate nell’accesso alle politiche industriali nazionali. Questo ci porta a ribadire che l’Abruzzo deve migliorare la sua capacità progettuale e realizzativa degli interventi pubblici, innovando la macchina della pubblica amministrazione. Dobbiamo utilizzare tutti i mezzi a nostra disposizione come il Masterplan, il Patto per lo Sviluppo, la Carta di Pescara, il Decreto per il Mezzogiorno, i Fondi Comunitari per invertire il valore negativo e riportare l’Abruzzo in vetta alle regioni del Mezzogiorno per crescita, sviluppo ed occupazione”.

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