Democrazia partecipativa in Abruzzo: proposta di legge regionale

Democrazia partecipativa in Abruzzo: proposta di legge regionale di iniziativa popolare promossa dall’Ass. Demos e sostenuta anche dal M5S.

L’iniziativa promossa anche da Coordinamento di Democrazia Costituzionale e che vede, tra le forze politiche, anche la collaborazione di Sinistra Italiana, intende far approvare una legge,  già in vigore in Umbria ed Emila Romagna,  per istituire anche nella nostra Regione strumenti di partecipazione alla programmazione e alle politiche regionali e locali. 4 i capisaldi della legge scritta anche con il contributo del noto giurista e docente di Diritto Pubblico all’Università di Teramo, Carlo Di Marco, l’obbligatorietà di dibattiti pubblici per opere oltre i 50 milioni di euro, ma sono previste specifiche anche per opere più piccole per i comuni; un osservatorio di democrazia partecipativa in un territorio che già pullula di comitati spontanei o comitati di quartiere; un garante della democrazia partecipativa che faccia anche un pò di dovuta selezione e l’affiancamento dell’Ente Regione:

“Una legge che ci piace e che abbiamo già messo a disposizione dei nostri attivisti sulla piattaforma Russeau – dice la consigliere regionale del M5S Sara Marcozzi – ma andremo anche oltre perché dal 6 luglio avvieremo una serie di assemblee pubbliche per vedere cosa ne pensano i cittadini.”

Tra gli estensori della legge il giurista Carlo Di Marco:

“Vogliamo scardinare la logia dei partiti che decidono su tutto a prescindere e ridare forza contrattuale al popolo unico e vero sovrano. Nella nostra Carta Costituzionale, se la leggete bene, il termine partito appare una volta solo, all’art. 49, invece ciò che domina é il ruolo e la funzione del popolo che deve tornare ad essere decisore privilegiato delle scelte più importanti per la collettività”

IL SERVIZIO DEL TG8:

1 Commento su "Democrazia partecipativa in Abruzzo: proposta di legge regionale"

  1. Democrazia partecipata Si, ma solo se è credibile. Questa” Demos” e altre purtroppo non lo sono, conoscendo i trascorsi. Il popolo non aderisce, partecipa, sopratutto quando si scopre degli inciuci tra chi fa proclami di democrazia partecipata per poi prendere soldi dalle amministrazioni. Non è così che deve funzionare e va dimostrato con i fatti.

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