Crollo Casa dello studente: al via il processo il 17 giugno

Si terrà il 17 giugno la prima udienza per ottenere il risarcimento dei danni per il crollo della Casa dello studente, avvenuto con il terremoto 2009.

Si terrà il 17 giugno la prima udienza della controversia per ottenere il risarcimento dei danni per il crollo della Casa dello studente causato dal terremoto del 2009. Ieri mattina, i familiari di Davide Centofanti, uno dei giovani deceduti sotto le macerie (la mamma, la sorella e la zia Antonietta Centofanti) si sono presentati davanti al giudice del Tribunale dell’Aquila, Monica Croci. Una controversia che poggia sul fatto che la Casa dello studente aveva gravi criticità costruttive quando il terremoto, di dieci anni fa, l’ha fatta quasi avvolgere su se stessa. Un crollo che si sarebbe potuto evitare, come hanno dimostrato le perizie e le certificazioni portate a termine dai periti intervenuti nelle inchieste. Una vicenda, quella del crollo della Casa dello studente, che coinvolge a vario titolo sul banco delle responsabilità, la Regione e l’Azienda per il diritto agli studi universitari; sono stati citati anche l’azienda Angelini, ex proprietaria dell’immobile, l’Ateneo e il ministero dell’Istruzione e i 4 condannati in via definitiva: tre tecnici e un amministrativo dell’Adsu responsabile del collaudo che si occuparono dei restauri della struttura 15 anni fa. La richiesta complessiva di risarcimento, avanzata tramite gli avvocati Wania Della Vigna e Guido De Luca del Foro di Teramo, ammonta a 2 milioni e 300mila euro, una somma che per i parenti di Davide non servirà certo a colmare le ferite di un dolore incolmabile. Per Centofanti è assurdo che «a dieci anni dal sisma si sia ancora costretti a chiedere giustizia nelle aule dei tribunali».

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