Coronavirus Abruzzo: primi danni all’economia turistica

La delicata situazione portata dal Coronavirus in Abruzzo sta creando danni anche al comparto turistico.

Tra gite scolastiche annullate, per causa di forza maggiore, settimane bianche saltate e stranieri spaventati dall’Italia, che è un Paese in parziale quarantena, albergatori e agenzie di viaggio calcolano ingenti danni.

Secondo gli operatori si prevede un crollo delle prenotazioni per i ponti pasquali e primaverili. Il problema è comune a tutte le strutture ricettive abruzzesi e rappresenta una ulteriore batosta per quelle già provate dagli effetti del terremoto, in particolare nelle zone interne .

Il Servizio del Tg8:

Nessuna paralisi delle nostre attività. La promozione dell’Italia turistica non si arresta e saremo in fiera la settimana prossima all’Itb di Berlino così come domani a Budapest. Siamo consapevoli della situazione e sono state prese le misure necessarie, ma occorre evitare psicosi e allarmismi eccessivi affidarsi a un’analisi obiettiva onnicomprensiva”. Lo dice Giorgio Palmucci, presidente dell’Enit – Agenzia Nazionale del Turismo italiano.

Palmucci aggiunge che “L’attuale fase transitoria quale Agenzia Nazionale del Turismo, di attivare un monitoraggio scrupoloso per aggregare tutti i dati provenienti dagli operatori del settore a livello internazionale e dalle sedi Enit nel mondo nonché dai tour operator e dagli aeroporti così da avere un quadro completo e dettagliato. L’impatto sul turismo avviene in un momento di affluenza turistica limitata, eccetto per le località montane. I principali flussi turistici partiranno dalla Pasqua e dai ponti primaverili, ed è per questo che i membri della filiera turistica, pubblici e privati, devono manifestare una maggiore coesione e uniformità di obiettivi. Invito a riflettere sul fatto che gli aeroporti sono aperti e continuano ad accogliere turisti”.

Intanto Franco Iseppi, Presidente del Touring Club Italiano, afferma “Senza porre in secondo piano l’emergenza sanitaria e le misure in atto per contenerla, prioritarie in questo momento sarà necessario il prima possibile mettere in atto una strategia di carattere nazionale (senza intaccare le autonomie regionale o locali) per comunicare in modo efficace e chiaro al mondo che l’Italia è un Paese sicuro e in grado di fronteggiare le emergenze.

La percezione di insicurezza va contrastata come marca-Italia con un’azione mediatica pronta e di qualità, supportata da tutti gli attori del turismo e dai produttori del Made in Italy in genere, ma implementata e governata a livello ministeriale e centrale.

Il turismo internazionale è fondamentale per il nostro Paese, dal 2017 gli stranieri rappresentano, infatti, più del 50% delle presenze totali (50,5%). In particolare, il nostro turismo dipende in gran parte dall’Europa, dalla quale proviene il 79% di tutte le presenze straniere.

Guardando ai principali Paesi, la Germania è al primo posto con quasi 59 milioni di presenze, pari al 27% di quelle straniere totali. A grande distanza seguono, con numeri simili, Stati Uniti (14,5 milioni), Francia (14,2 milioni) e Regno Unito (14). Paesi Bassi (11), Svizzera (10,7) e Austria (9,5) si trovano a metà classifica mentre chiudono la top ten Polonia e Spagna (entrambe 5,7 milioni) e la Russia (5,4). La Cina con 5,3 milioni è undicesima.

I flussi esteri producono oggi una spesa complessiva di circa 42 miliardi di euro, di cui più della metà (54%) imputabili all’attrattività esercitata dalle regioni del Nord Italia. La pressione mediatica di questi giorni, che ha esposto per ora a livello mondiale in particolare Lombardia e Veneto (1/3 della spesa straniera totale), costituisce per il settore una minaccia enorme”.

Nelle oltre 23 mila aziende agrituristiche italiane il panico generato dall’epidemia sta dimezzando le prenotazioni di italiani e stranieri, comprese quelle più lontane nel tempo. Lo sostiene Coldiretti che registra un calo del 50% delle presenze, secondo il monitoraggio di Terranostra, e un azzeramento nelle aree del Veneto e della Lombardia più vicine alle zone rosse. In Puglia, in particolare, gli stranieri stanno addirittura disdettando le vacanze per la prossima estate, mentre in Umbria sono state cancellate gite scolastiche nelle fattorie didattiche. La situazione peggiore è tra Veneto, Lombardia e Piemonte sia sul fronte dei pernottamenti che su quello della ristorazione. I timori legati al coronavirus stanno colpendo un settore con oltre 13 milioni di presenze stimate nell’ultimo anno su una rete di 253 mila posti letto e quasi 442 mila coperti. Eppure, sostiene la Coldiretti, gli agriturismi spesso situati in zone isolate della campagna in strutture familiari lontano dagli affollamenti, con un numero contenuto di posti letto e a tavola, sono forse il luogo più sicuro in Italia per difendersi dal contagio, fuori dalle mura domestiche.

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