Consorzio Bonifica sud: interventi da mettere in campo

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Consorzio Bonifica sud: gli interventi da mettere in campo secondo l’assessore regionale alle politiche agricole Dino Pepe e il consigliere regionale Mario Olivieri.

Consorzio Bonifica sud: Alle sollecitazioni degli  imprenditori agricoli e coltivatori diretti di Cia, Copagri e Confagricoltura, i quali lamentano che l’ex Commissario del Consorzio di bonifica Trigno Sinello ha recentemente provveduto ad aumentare di circa il 54% le tariffe consortili per i canoni irrigui , rispondono l’assessore regionale alle politiche agricole Dino Pepe e il consigliere regionale Mario Olivieri.

L’assessore afferma che la Giunta regionale è intervenuta con decisione sul risanamento del Consorzio di Bonifica Sud ed ha avviato i provvedimenti necessari per tutelare gli agricoltori che sono le uniche vittime della situazione che si è determinata .

L’assessore evidenzia che “tutti sono ampiamente coscienti e consapevoli della gravità della situazione in cui versa il Consorzio di Bonifica sud. Alla gestione dissennata  si è aggiunta la totale mancanza del necessario controllo sui conti e sull’accumulo smisurato di debiti del Consorzio. La grave situazione debitoria creata dalle gestioni antecedenti al commissariamento dell’ente, ha portato il Consorzio sull’orlo del fallimento”.

L’assessore  dice che la Regione ha messo in campo ogni strumento per avviare il difficilissimo risanamento procedendo  al commissariamento e al successivo licenziamento del direttore, recuperando fondi importantissimi per la realizzazione della Diga di Chiauci ma c’è da rilevare la perdita di un finanziamento di oltre 7 milioni di euro concessi dal Ministero dell’Agricoltura per l’ammodernamento della rete irrigua nel comprensorio del Sangro.

Pepe in una nota scrive “abbiamo, nei limiti della drammatica situazione condiviso con i portatori d’interesse le linee guida per il risanamento, che sono state messe in atto dal Commissario Giampiero Leombroni e portate avanti dal dott. Mastrangelo, con particolare riferimento alla gestione degli impianti irrigui, al completamento della Diga di Chiauci e alle problematiche relative al pagamento delle mensilità arretrate del personale dipendente, il quale, nonostante le difficoltà e la mancata retribuzione, porta avanti con impegno il lavoro necessario. Nella drammatica ipotesi di bancarotta, infatti, gli agricoltori avrebbero dovuto far fronte direttamente alle pesanti perdite di bilancio. Per evitare di addebitare agli incolpevoli agricoltori le responsabilità altrui, si è reso necessario un aumento cospicuo del canone consortile, tra l’altro non aggiornato da oltre un decennio a fronte di costanti aumenti degli oneri necessari all’esercizio irriguo ed alle altre attività consortili. Le responsabilità dell’aumento vanno ricercate solo ed esclusivamente nelle scelte scellerate delle gestioni precedenti”.

L’assessore Pepe richiama ancora una volta tutti a un esame di coscienza e ad un atteggiamento responsabile di fronte alla grave situazione debitoria del Consorzio, tenendo conto della temporaneità dell’aumento del prelievo tributario, con l’obiettivo di ridurlo appena possibile, e soprattutto nell’ottica del riallineamento tecnico del catasto consortile, finalizzato ad una più veritiera ed equa ripartizione dei canoni consortili.

Il consigliere regionale Mario Olivieri afferma che “appare paradossale che si voglia scaricare sugli operatori di un comparto, gia’ estremamente penalizzato, il compito di volere ripianare anni e anni di cattiva gestione sindacalizzata e politicizzata oltre ogni sopportabile limite. Appare ancor piu’ incredibile attribuire rincari cosi’ esosi per servizi non ancora funzionali. E’ necessario che la Regione Abruzzo e l’attuale Commissario intervengano. L’esagerato rincaro tariffario , qualora si rendesse indispensabile . va diluito in un chiaro programma che garantisca, al contempo, investimenti e miglioramenti nella bonifica. E’, altresi’, necessario ridurre i costi di gestione garantendo anche il completamento della Diga di Chiauci in maniera da garantire la gestione irrigua in tutto l’arco dell’anno. Solo allora si potranno chiedere sacrifici che potranno essere finalizzati al risanamento dell’ente. La Regione, nel frattempo, dovra’ esercitare al meglio la funzione programmatoria creando un fondo perequativo tra gli ambiti consortili che possa garantire uniformita’ di tariffa, modificando anche laddove fosse necessario gli ambiti. Non si puo’ che condividere la protesta degli operatori e semmai chiamare al rendiconto chi ha generato questa incresciosa situazione. Sara’ mia cura  sollecitare un intervento della Regione, certo che l’assessore competente porra’ in campo tutto il suo buon senso per rispondere alla problematica e che il presidente della Giunta della Regione Abruzzo adotti iniziative finalizzate al superamento della criticita’ in discussione”.

 

 

 

L'autore

Gigliola Edmondo
Laureata in Lettere Moderne e in Giornalismo medico- scientifico con lode, è iscritta all’Ordine dei giornalisti, elenco Pubblicisti dal 1995. Esercita l’attività giornalistica dal 1985 occupandosi di cronaca, politica, economia, medicina, cultura e spettacoli. E’ appassionata di canto, musica, letteratura, cinema, teatro e pratica volontariato.

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