Coniugi annegati nel fiume Orta: offerta di risarcimento ai familiari

L’assicurazione dell’ente Parco Nazionale della Majella ha formalizzato un’offerta di 500 mila euro, a titolo di risarcimento, in favore dei familiari dei coniugi di Scerni morti annegati nel fiume Orta il 1° maggio del 2017.

I coniugi Silvia D’Ercole e Giuseppe Pirocchi, entrambi trentaduenni, erano scivolati, durante una gita, ed erano annegati nel fiume Orta, nel territorio del comune di Caramanico Terme. Sia l’ente Parco Nazionale della Majella che il Comune di Caramanico si erano costituiti in giudizio, come responsabili civili, nella precedente udienza, davanti al gup del tribunale di Pescara Nicola Colantonio, dopo essere stati citati in giudizio dagli avvocati di parte civile.

L’accordo prevede i familiari delle vittime rinuncino alla costituzione di parte civile che ad ulteriori azioni legali. I negoziati proseguiranno mentre si attende un’offerta anche da parte dell’assicurazione del Comune di Caramanico.

Moglie e marito finirono nel fiume e furono trascinati dalla corrente, davanti ai figlioletti di 8 e 5 anni. Nel procedimento sono imputati con l’accusa di omicidio colposo, Simone Angelucci e Oremo Di Nino, all’epoca sindaco di Caramanico e direttore dell’ente Parco.

Entrambi sono finiti nell’inchiesta poichè, secondo la Procura della Repubblica di Pescara, l’incidente che causò la morte dei coniugi non è riconducibile ad una fatalità né ad un’imprudenza da parte delle vittime, ma ad una serie di gravi responsabilità omissive legate alla mancata segnalazione dei pericoli lungo il percorso battuto quel giorno dalla famiglia Pirocchi.

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