Civitella Alfedena: zecche al campeggio, scout in ospedale

zecca

Ragazzi in campeggio a Civitella Alfedena sono finiti al pronto soccorso per la presenza di zecche nell’area in cui erano accampati.

Una segnalazione è stata inviata al prefetto e alla Asl de L’Aquila, al Comune e ai carabinieri di Civitella Alfedena per i gravi disagi patiti da 10 scout , di età compresa tra 12 e 16 anni, durante il campeggio in un’area infestata dalle zecche. I ragazzi ad agosto erano in campeggio in località “Pianoro Campitelli”, a due passi dal centro abitato di Civitella Alfedena ,e ,a causa dei fastidiosi insetti, sono finiti , insieme ai loro accompagnatori, al pronto soccorso dell’ospedale di Castel di Sangro, come riferito dal gruppo scout Agesci di Roma . Alcuni malcapitati pare che abbiano dovuto ricorrere all’intervento dell’infettivologo dell’ospedale di Avezzano. Nell’esposto si fa riferimento a bolle sull’addome di colore blu e viola che sono comparse prima sui corpi dei  cambusieri e poi di sei ragazzi e due capi scout . Uno dei sei giovani è finito al pronto soccorso con gravi sintomi di astenia. I ragazzi ,dopo essere stati visitati in ospedale, sono tornati a casa, senza aver potuto svolgere le attività previste per il campo e affrontando anche  spese straordinarie per spostamenti e sanificazione degli indumenti. L’Agesci chiede che vengano presi i provvedimenti necessari per evitare il ripetersi di situazioni simili visto che per 26 ragazzi, 6 capi responsabili e 2 cambusieri il soggiorno tra i boschi di “Pianoro Campitelli” si è trasformato in un vero incubo a causa anche della presenza di mucche, tori e cavalli che hanno invaso l’area, anche di notte.

INFORMAZIONI SULLE ZECCHE:

Le zecche sono ampiamente diffuse in molti ambienti naturali. Grandi come un puntino si mimetizzano facilmente fra l’erba e il fogliame. Per sopravvivere sono obbligate a nutrirsi di sangue: una necessità che le spinge ad aggredire indifferentemente gli animali e l’uomo. Il loro morso è indolore, ma può costituire un’insidia per la salute, perché proprio attraverso il morso trasmettono pericolose malattie. Nel corso degli ultimi anni le malattie trasmesse dalle zecche hanno assunto una evidenza crescente in molti territori dell’arco alpino, interessando anche la nostra regione. Si tratta di forme morbose che non vanno sottovalutate, ma che si possono efficacemente prevenire attraverso l’adozione di alcuni semplici comportamenti. Il morso delle zecche può trasmettere due importanti malattie: la malattia di Lyme e la TBE o meningoencefalite da zecche.

DOVE E PERCHE’ FARE ATTENZIONE

Le zecche popolano abitualmente gli ambienti naturali (boschi, parchi, riserve, ecc). Di preferenza si insediano ad altitudini non troppo elevate (sotto i 1500 mt), in luoghi umidi e ricchi di vegetazione spontanea. Molto spesso stanziano nei prati incolti, ai bordi dei sentieri, sulle rive dei corsi d’acqua e nei territori di passaggio della fauna selvatica. Vivono sul terreno, mimetizzate fra l’erba alta, i cespugli e il fogliame. Negli ultimi anni, tuttavia, la loro presenza è segnalata anche in molte aree rurali ed urbane. Le zecche hanno un ciclo vitale che dura in media due anni, durante i quali realizzano tre stadi di sviluppo (larva, ninfa e forma adulta), ognuno dei quali richiede un pasto di sangue. Ad ogni stadio hanno i loro ospiti preferiti (piccoli roditori, lepri, conigli, volpi, uccelli e ungulati) ma possono sempre aggredire gli animali domestici e l’uomo, spinte dal bisogno di nutrirsi. Questa necessità le rende particolarmente attive dalla primavera all’autunno inoltrato.

COME SI NUTRONO

Per alimentarsi hanno sviluppato una particolare tecnica: si ancorano alla pelle dell’ospite, la trafiggono e iniziano lentamente ad aspirare il sangue. Purtroppo agiscono senza dolore e conclusa l’operazione del pasto si staccano e si lasciano cadere sul terreno. Questo fa sì che il morso passi facilmente inosservato. Durante il pasto possono trasmettere diversi agenti infettivi (batteri, virus, ecc), responsabili di malattie anche complesse, talora serie, non sempre facili da riconoscere. Poiché si ingorgano senza fretta è importante rimuoverle subito: prima si interrompe l’operazione del pasto, tanto minori sono i rischi per la salute.

 

L'autore

Gigliola Edmondo
Laureata in Lettere Moderne e in Giornalismo medico- scientifico con lode, è iscritta all’Ordine dei giornalisti, elenco Pubblicisti dal 1995. Esercita l’attività giornalistica dal 1985 occupandosi di cronaca, politica, economia, medicina, cultura e spettacoli. E’ appassionata di canto, musica, letteratura, cinema, teatro e pratica volontariato.

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