Chieti: palazzo Trinchese deve essere demolito entro un mese

Il sindaco di Chieti Umberto Di Primio ha firmato un’ordinanza in cui dispone che palazzo Trinchese di via don Minzoni sia abbattuto entro 30 giorni ma i proprietari, che lamentano di non avere i soldi per la demolizione, rischiano una multa e una denuncia penale.

Gli ex inquilini di palazzo Trinchese di via don Minzoni a Chieti, l’edificio di nove piani sgomberato perchè a rischio crollo, se non avvieranno la demolizione, nel giro di 30 giorni dalla notifica dell’ordinanza, firmata dal sindaco Umberto Di Primio lo scorso 5 novembre, dovranno pagare una multa e rischiano anche a una denuncia penale per il reato di inosservanza dei provvedimenti dell’autorità. 

Si tratta della seconda ordinanza del sindaco Di Primio dopo quella emessa il 31 dicembre del 2018 che è stata ignorata dai 30 proprietari dei 27 appartamenti di palazzo Trinchese e il primo cittadino spiega che, in caso di mancata ottemperanza, oltre alla sanzione pecuniaria, da 25 a 500 euro, sarà comunicata all’autorità giudiziaria ai sensi dell’articolo 650 del codice penale perchè l’instabilità dell’edificio in questione costituisce un pericolo per la pubblica e privata incolumità.

Il primo cittadino afferma che la struttura al momento “Presenta uno stato di dissesto e deterioramento tale da non escludere un potenziale crollo. Il fabbricato è alto circa 30 metri, quindi, nell’eventualità di un collasso della struttura, le sette palazzine che si trovano vicino al condominio Trinchese, cioè edifici costruiti su un terreno dove ci sono due diversi movimenti franosi e che mostrano preoccupanti crepe, rischiano gravi conseguenze. Nel frattempo la zona di Santa Maria è monitorata e lo scorso 2 ottobre è stata chiusa al transito via Fonte Vecchia sulla quale si trova il retro del palazzo sgomberato. Per la demolizione servirebbero circa 400mila euro e non tutti i condomini hanno i soldi necessari“.

IL SERVIZIO DEL TG8

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