Chieti, due medici a giudizio per morte imprenditore

Ospedale-Chieti

Chieti, due medici a giudizio per la morte di un imprenditore di Lanciano, deceduto dopo due interventi al torace e un’emorragia interna.

Aveva subito due interventi chirurgici al torace, ma il secondo gli fu fatale. Da quel giorno – era il 23 dicembre del 2013 – i familiari dell’imprenditore lancianese Nicola Memmo si sono chiesti, e lo hanno chiesto ai giudici, se sia stato un caso di malasanità a causare la morte del loro congiunto. Memmo, che aveva 72 anni, venne operato prima per l’asportazione di una sacca di liquido polmonare e poi per l’emorragia interna sopraggiunta dopo l’intervento. L’inchiesta condotta dal sostituto procuratore di Chieti Giuseppe Falasca è arrivata ad un punto di svolta con il rinvio a giudizio, per omicidio colposo, di due dei sei medici indagati. Il processo, che inizierà il 3 dicembre, vede imputati Felice Mucilli, primario dell’Unità operativa di chirurgia generale e toracica del policlinico Colle dell’Ara di Chieti, e il suo vice, Massimo Ippoliti. L’accusa di omicidio colposo si basa anche su alcune perizie che, secondo il legale della famiglia Memmo, Vittorio Battistella, getterebbero dubbi sul modus operandi dei due medici. In sostanza, il decesso si sarebbe potuto evitare se Nicola Memmo fosse stato sottoposto a cure meno invasive e più adeguate.

L'autore

Marina Moretti
Nata a Pescara, dopo la maturità classica ha svolto diversi lavori in ambito culturale, artistico e teatrale per poi dedicarsi completamente al giornalismo, sia giornali che radio e tv. Giornalista pubblicista dal 1996, è professionista dal 2010. Come redattore di Rete8, dal 2001, si occupa di diversi settori, con particolare interesse per quello culturale. Ha da poco aperto un blog di fotografie skybycarphotos.

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