Carceri Abruzzesi: situazioni limite e manca ancora un garante

Carceri Abruzzesi: situazioni limite e manca ancora un garante, dal rapporto in Parlamento del Garante Nazionale Mauro Palma la Uil prende spunto e rilancia.

Le denunce fatte nei mesi scorsi dalla Uil P.A. Polizia Penitenziaria confermate, nei contenuti, anche nella relazione illustrata al cospetto del Parlamento dal Garante Nazionale dei detenuti Mauro Palma. In particolare, al di là del tema del sovraffollamento, in apparenza migliorato dal 2014 ad oggi, restano irrisolte alcune questioni come la gestione delle detenute e degli psicotici questi ultimi in aumento, specie nel carcere di Pescara.

“Le detenute recluse nel carcere di Teramo e di Chieti  potrebbero ad esempio essere meglio gestite se il personale di polizia penitenziaria femminile venisse utilizzato in dette sedi nel numero prefissato e non come sta accadendo da qualche tempo a questa parte in istituti non proprio femminili – precisa il vice segretario regionale di Uil PA Polizia Penitenziaria Mauro Nardella –  In luogo di un numero di donne notevolmente superiore in istituti dove non avrebbero motivo di stare, infatti, ce ne sono pochissime nelle due realtà che in Abruzzo gestiscono questo tipo di circuito. Intanto le quote rosa detenute aumentano in numero e con una continuità che comincia a far preoccupare. In due anni si è passati a Chieti dalle 23 del 2014 alle attuali 30 mentre Teramo delle 33 del 2014 ne conta oggi ben 41.”

Sulla questione dei detenuti psicotici, riprendendo la denuncia del Garante Nazionale sull’utilizzo di personale non medico per la gestione e la custodia di questi soggetti così delicati, spiega ancora Nardella:

“Una trentina di soggetti psicotici più o meno gravi “abitano” un luogo come il  carcere di Pescara che per la loro peculiarità e strutturazione offrono meno garanzie trattamentali e riabilitative rispetto ai tanto contestati OPG. Nel carcere di Pescara si vive una situazione da questo punto di vista davvero paradossale. Qui infatti sono reclusi soggetti da OPG ma senza l’avvallo di quel personale specializzato nel campo tra i quali infermieri, operatori socio sanitari e specialisti nella riabilitazione.”

Sul tema del sovraffollamento, poi, anche se la situazione é decisamente migliorata rispetto al dicembre 2014, é necessaria la massima vigilanza per non incorrere in prossime emergenze. Al febbraio 2017 sono 4 i penitenziari dove si registrano presenze superiori alle capienze consentite, tra queste non va tenuto conto di Teramo dove ci sono al momento 60 unità temporaneamente mobilitate a seguito del sisma e delle intense nevicate di gennaio. Ci sono poi i 438 detenuti a Sulmona, a fronte di una capienza massima di 304; i 114 a Chieti, invece che 68 e i 211 a Lanciano invece che 198. A conclusione della nota Nardella ribadisce, con rammarico, la mancanza in Abruzzo di un Garante Regionale:

“In Abruzzo si paga dazio anche  perchè manca una “sentinella” del diritto dei detenuti. Il garante regionale dei detenuti con il suo apporto, infatti, non solo riuscirebbe a destare le attenzioni che son dovute sulle condizioni di vita dei detenuti da parte dei preposti a farlo ma, con l’eventuale soluzione dei loro problemi comportante inevitabile riduzione dello stress, causerebbe un miglioramento delle condizioni di lavoro e di vita di tutti gli operatori penitenziari. A tal proposito ci si chiede perché a 2017 inoltrato non ancora si riesce a eleggere una figura tanto importante quanto determinante per le sorti di un sistema penitenziario qual è quello abruzzese.”

 

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