Arresti a Capistrello: appalti truccati, il gip Proia ascolta 3 indagati

Il gip Maria Proia ascolta altri tre indagati nell’ambito dell’inchiesta su presunti illeciti negli appalti pubblici al Comune di Capistrello che ha portato agli arresti domiciliari il sindaco Francesco Ciciotti e vede il coinvolgimento di altre 16 persone.

Ai domiciliari oltre al primo cittadino, Francesco Ciciotti,che guida il Comune di Capistrello dal 2015, accusato di concussione, corruzione in atti giudiziari e turbata libertà degli incanti, da ieri si trovano agli attesti domiciliari anche Corrado Di Giacomo, 50 anni, ex consigliere comunale con delega ai Lavori pubblici, che si era dimesso lo scorso agosto, accusato di concussione, turbata libertà degli incanti, minacce e Romeo Di Felice, 59 anni, responsabile del servizio tecnico che deve rispondere delle accuse di falso, truffa, turbata libertà degli incanti. Architetti, geometri, ingegneri, imprenditori e una giornalista, sono stati raggiunti, invece, dalla misura cautelare di un anno di interdizione dai rispettivi ordini o associazioni professionali. Si tratta di Francesca Stati, e Concezio Fantozzi, accusati di turbata libertà degli incanti, di Annalisa De Meis, accusata di corruzione, Angela Pollicelli, accusata di turbata libertà degli incanti, tutti di Capistrello. Alfredo Benedetti di Roma, accusato di truffa, Mattia Coviello di Avezzano, accusato di concussione e Antonio Basilico di Melfi (Potenza), accusato di truffa. Risultano indagati anche Maurizio Moscato, Franco Spadafora, per truffa, Luca Persia, accusato di turbata libertà degli incanti, Francesco Vaccaro, per rivelazione segreti d’ufficio, Francesco Ruscitti, per truffa, Renza Di Domenico per rivelazione segreti d’ufficio e Danilo Santirocco per turbata libertà degli incanti. Queste ultime tre persone hanno ricevuto, dal gip del tribunale di Avezzano Maria Proia, un invito a comparire oggi, 21 novembre, per un interrogatorio di garanzia.

Le indagini sono partite il 18 marzo del 2017 quando, con una lettera in cui denunciava pubblicamente un presunto malaffare il presidente del consiglio comunale Francesco Bisegna si dimise. Ad esprimere dubbi sull’operato dell’amministrazione è stati anche D.B., geometra del settore tecnico del Comune, il quale non condivideva le linee operative del suo responsabile Di Felice. Dalle intercettazioni ambientali e telefoniche dei carabinieri sarebbe emerso che amministratori pubblici, nominati a garanzia e tutela degli interessi della collettività, avrebbero piegato la funzione pubblica a meri interessi privati. Il sindaco Ciciotti si difende ed afferma di aver sempre fatto il bene della comunità. E nel paese della provincia de L’Aquila, che conta circa 7 mila abitanti, molti residenti lo descrivono come una “persona sempre gentile e disponibile e in prima linea quando ci sono state emergenze da fronteggiare , soprattutto dovute alle avverse condizioni meteorologiche” e pare che il suo motto fosse “male non fare, paura non avere”.

 

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