Alluvioni Abruzzo: Fi sulle vasche anti esondazione

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Dopo le alluvioni in Abruzzo che hanno causato danni nel pescarese e nel chietino il capogruppo Forza Italia Sospiri sollecita la Regione a realizzare le vasche anti esondazione.

Forza Italia sui danni arrecati dalle alluvioni in Abruzzo interviene sollecitando nuovamente la Regione. il capogruppo Lorenzo Sospiri ricorda che già quattro mesi fa il suo partito aveva chiesto di individuare il giusto ristoro per le famiglie di Cepagatti, Rosciano, Manoppello e Chieti che si ritroveranno di  privati dei propri terreni per la realizzazione delle opere anti-alluvione da parte della Regione Abruzzo.Nel frattempo il Comitato Via ha emanato lo stop alle opere anti alluvione. Per il capogruppo Sospiri di fatto la decisione del Comitato riporta la barra al centro imponendo l’apertura del dialogo, ma intanto sono stati persi quattro mesi di tempo e le opere non sono state realizzate. Sospiri annuncia che farà pressing sul Governatore Luciano D’Alfonso.In una nota Sospiri afferma nei mesi scorsi il Governatore D’Alfonso è riuscito a sbloccare l’iter di un progetto iniziato dalla precedente amministrazione regionale che prevede la realizzazione delle 5 vasche o bacini di laminazione necessarie per permettere al fiume Pescara di esondare in occasione delle piene.

Il capogruppo  Sospiri dice che ” l’opera oggi è obbligatoria perché nel tempo molti Comuni che corrono lungo l’asta hanno cementificato le aree naturali di esondazione e tutti ricordiamo gli effetti su Pescara dell’alluvione del 2 dicembre 2013, quando è stato necessario evacuare l’intero quartiere di Villaggio Alcyone e l’acqua ha invaso la golena sud e quella nord. Ora il progetto prevede la realizzazione di quelle vasche negli abitati di Rosciano e di Cepagatti perché, paradossalmente, sono stati i Comuni più virtuosi, ossia i soli due Comuni che hanno lasciato correttamente libero il territorio a ridosso del fiume. Le vasche vengono dunque realizzate, e, dovendo acquisire i terreni necessari per le opere, ciò accadrà tramite una legge che stabilisce la Servitù di allagamento, ovvero non ci saranno espropri veri e propri, anche per evitare il rischio di contenziosi che avrebbero allungato i tempi di cantiere con il rischio di perdere i 54milioni di euro di finanziamento, dunque i terreni, tutti di natura agricola, non verranno tolti ai proprietari, ma ci sarà solo una servitù e i proprietari potranno continuare a coltivarli, imponendo, però, comunque delle limitazioni, ossia dei danni. Personalmente ho però fatto approvare due emendamenti alla legge 7 del 2010, per garantire comunque un indennizzo nei confronti dei Comuni e dei cittadini che sono stati bravi, e dunque non hanno cementificato come a Manoppello o Spoltore, né hanno fatto opere folli come a Pescara con la diga foranea: con il primo emendamento abbiamo previsto un ristoro per i proprietari dei terreni, che andrà da un minimo del 40 per cento del prezzo di mercato sino a un massimo del 75 per cento, a seconda se la superficie andrà a ospitare la vasca, o l’argine o solo la strada di accesso alla vasca. Con il secondo abbiamo previsto per i Comuni virtuosi, ossia Rosciano e Cepagatti, il pagamento di un ristoro consistente nella realizzazione di opere di mitigazione delle criticità idrauliche, idrogeologiche e ambientali. Tuttavia approvati gli emendamenti, il Governatore non ha dato loro seguito, tanto che appena dieci giorni fa lo stesso Consiglio comunale di Cepagatti ha approvato, per la seconda volta, un ordine del giorno esprimendo la propria contrarietà a quelle opere. E quei documenti hanno avuto, ovviamente, voce in capitolo sul Comitato Via che ha puntualmente disposto la sospensione delle opere fino a quando la Regione non avrà definito i rapporti con i 170 proprietari interessati da un cantiere che comunque andrà a stravolgere la propria situazione. E ora, dopo aver perso 4 mesi di tempo sulla tabella di marcia, il Governatore D’Alfonso apre, suo malgrado, il valzer delle trattative – ha puntualizzato il Capogruppo Sospiri -. Ancora una volta chiediamo di essere invitati al Tavolo per poter seguire la vicenda e garantire quel pressing di velocizzazione che è necessario per tutelare sia i diritti dei cittadini che, comunque, un’opera necessaria per mettere riparo ai danni delle amministrazioni locali”.

L'autore

Gigliola Edmondo
Laureata in Lettere Moderne e in Giornalismo medico- scientifico con lode, è iscritta all’Ordine dei giornalisti, elenco Pubblicisti dal 1995. Esercita l’attività giornalistica dal 1985 occupandosi di cronaca, politica, economia, medicina, cultura e spettacoli. E’ appassionata di canto, musica, letteratura, cinema, teatro e pratica volontariato.

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