Allarme Terrorisimo: Il Coisp chiede più risorse

Allarme Terrorismo: Il Coisp chiede più risorse, in una nota della segreteria provinciale di Pescara, il sindacato di Polizia chiede meno chiacchiere e più fondi e quindi più personale da affidare alle Forze dell’Ordine, le uniche che possono garantire più sicurezza.

Si legge nella nota:

“Ormai il problema terrorismo è comune a tutti gli Stati europei e non. In un contesto globalizzato del fenomeno, i nostri governanti, nella fattispecie il Ministro dell’Interno, cerca di rassicurare la popolazione con interventi palliativi, quali “invitare” gli appartenenti alle forze dell’ordine a portare l’arma di ordinanza anche fuori dall’orario di servizio. Ma davvero la “SICUREZZA” si assicura con un tale rimedio o non è solo un’ ulteriore speculazione politica? Facciamo un po’ di chiarezza. In ogni caso uno dei compiti della polizia giudiziaria è quello che il reato non venga portato a conseguenze ulteriori e, quindi, gli appartenenti alle forze dell’ordine hanno già l’obbligo di intervenire per impedirne la commissione; si…. ma a quale prezzo? Noi appartenenti alla Polizia di Stato, ma anche ai Carabinieri o alla guardia di Finanza o ad un’altra forza di Polizia, siamo costantemente esposti ad un linciaggio mediatico per svolgere “semplicemente” il nostro mestiere. Nel mondo siamo considerate una delle Polizia meno violente ma puntualmente veniamo accusati di esserlo. Siamo talmente disorientati da questo atteggiamento accusatorio che subiamo pur di non reagire evitando così procedimenti giudiziari e disciplinari che, inevitabilmente, si aprirebbero a nostro carico. Non è portando l’arma al seguito in vacanza, al mare o semplicemente andando a fare la spesa che si garantisce la sicurezza di un’intera collettività. Cosa fare allora? La sicurezza è un bene comune e come tale richiede investimenti in termini di mezzi e di uomini. Questa Organizzazione Sindacale ha più volte sensibilizzato i nostri politici ad investire maggiori risorse finanziarie sulla sicurezza. Ci troviamo ad affrontare a mani nude persone che potrebbero minacciare la sicurezza della gente con coltelli, asce o altri strumenti, come già successo in altri Stati europei. Perché questa resistenza, da parte della politica, di dotarci di armi non letali quali il taser o gli spray urticanti, che ci permetterebbero di immobilizzare una persona senza procurargli lesioni e contestualmente garantire un intervento sicuro per gli appartenenti alle forze dell’ordine? Da tempo chiediamo dei protocolli d’intervento comuni a tutta la Polizia e non che ogni operazione venga lasciata al buon senso del singolo operatore. La Polizia italiana ha un’età media di 48 anni…. non è più una polizia giovane. Occorrono nuove leve, un numero maggiore di personale: l’equazione matematica è semplice: + polizia = + sicurezza. Oggi il problema terrorismo è esploso in tutta la sua pericolosità e in tutto il suo orrore e, criminalizzando le forze dell’ordine, abbattiamo l’ultimo baluardo di difesa contro questa minaccia. Soltanto con un adeguamento di mezzi e di uomini, con una piattaforma legislativa contro i terroristi comune a tutti i paesi europei, con protocolli d’intervento anch’essi comuni riusciremo a garantire quel bene comune che è la SICUREZZA di tutti. “

L'autore

Luca Pompei
Luca Pompei 50 anni nato a Pescara, inizia il lavoro di giornalista nel 1986 collaborando con un settimanale "La Nuova Gazzetta". Nel 1987 comincia a lavorare in televisione collaborando con la redazione sportiva dell' emittente TVQ. Riesce a conciliare lavoro e studio collaborando anche con altre emittenti come Rete8, Telemare, Tele Abruzzo Regionale e nel 1994 si laurea in Lingue e Letterature Straniere all'Università "G. d'Annunzio" con 110/110. Nel 1997 diventa giornalista professionista e nel 2005 pubblica il suo primo libro di racconti dal titolo "Leaves", nel 2016 il suo primo romanzo "La Talpa Muta". Tra le sue passioni anche la scrittura per il teatro con una serie di Monologhi messi in scena dalla Compagnia della Memoria.

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