Accord Phoenix L’Aquila: sindacati chiedono confronto

Accord Phoenix L'Aquila

Accord Phoenix L’Aquila: i sindacati Fim, Fiom , e Uilm chiedono un tavolo di verifica con la Regione, il Comune, Invitalia e la ex Finmek .

Per l’Accord Phoenix de L’Aquila ci sono più ombre che luci secondo i sindacati Fim, Fiom , e Uilm che chiedono un tavolo di verifica con la Regione, il Comune, Invitalia e la ex Finmek .

LA NOTA DEI SINDACATI:

In una nota congiunta i tre sindacati affermano che “Le assunzioni non stanno tenendo conto delle priorità che la Politica e la stessa azienda avevano garantito. Mentre molte decine di lavoratori dell’ex Polo Elettronico sono ormai senza sostegno al reddito , nell’azienda circolano una miriade di consulenti, vengono elargiti stipendi da ‘favola’ ai non operativi e vengono assunti lavoratori che già avevano un lavoro a tempo indeterminato con professionalità che possono essere individuate all’interno del bacino dell’ex Polo Elettronico. Nell’ultima riunione è stata paradossale la comunicazione della necessità di assumere esperti ‘ragnisti’ fuori dal bacino individuato. Questa comunicazione ci lascia perplessi visto che l’azienda potrebbe programmare corsi di formazione. In questa confusione, arrivano pochi camion con monitor ‘antidiluviani’ misti a ‘mondezza’ che rendono sempre più difficoltoso il lavoro dei 9 unici lavoratori. Sarebbe opportuno che l’azienda in modo trasparente comunichi la provenienza di questi materiali. Abbiamo l’impressione  che si stia prestando più attenzione a spendere i soldi che a fare impresa”.

LA RISPOSTA DELLA DIREZIONE DI ACCORD PHOENIX

La direzione di Accord Phoenix in un comunicato risponde che “È nostra abitudine avere normali relazioni con le Organizzazioni sindacali nel pieno rispetto dei ruoli. La nota odierna ci fa prendere atto del fatto che, evidentemente, non è così facile mantenere rapporti sani e costruttivi nell’interesse di tutti. La nostra azienda ha sempre agito con coerenza, consapevolezza e capacità nel proseguimento degli obiettivi prefissati e nel rispetto degli impegni assunti, respingendo qualsiasi pressione da qualsiasi parte sia essa provenuta. Gli unici riferimenti cui abbiamo guardato e continuiamo a guardare sono la cultura della legalità, della trasparenza e dell’assunzione della piena responsabilità del nostro agire. Fare deduzioni soggettive sull’operato di un’iniziativa privata è cosa del tutto presuntuosa che prescinde dagli interessi di coloro che dovrebbero essere, invece, rappresentati “.

 

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