Abruzzo caccia in ritardo: Pepe “Non mi pento”

In Abruzzo la caccia aprirà il 1 di ottobre su tutto il territorio regionale,  un calendario che prevede per quest’anno l’apertura unificata.

Una scelta quella fatta dalla Regione di posticiparne di un mese l’inizio della caccia che ha creato numerose polemiche da parte del mondo venatorio. Una decisione che, secondo l’assessore Dino Pepe, è la conseguenza di un naturale confronto tra interessi contrapposti, cioè tra le legittime aspettative dei cacciatori e le rivendicazioni degli ambientalisti.  Le motivazioni tecniche di questa scelta, spiega l’assessore alla caccia, sono legate principalmente nell’adeguamento alle Direttive comunitarie (2009/147/CE e 79/409/CEE) e ai documenti tecnici emanati sia da ISPRA (Guida per la stesura dei calendari venatori ai sensi della Legge n.157/92, cosi come modificata dalla Legge Comunitaria 2009, art.42) sia dalla Commissione Europea in materia venatoria, primo fra tutti il documento “Key Concept”.

L’assessore Pepe ricorda “Questi documenti, sostanzialmente, tendono a tutelare tanto le ultime fasi riproduttive, comportando uno spostamento dell’apertura al 1° ottobre, quanto quelle “pre-nuziali” di talune specie avi faunistiche, comportando un anticipo della chiusura dei periodi di caccia a quelle specie. Spesso ci troviamo a rispondere ad una frequente domanda posta dai nostri cacciatori: ma perché le altre regioni aprono la caccia a settembre e in Abruzzo no? In realtà l’ISPRA ha consentito la pre-apertura a settembre solo a quelle regioni italiane che hanno una adeguata conoscenza delle popolazioni faunistiche oggetto di caccia, ovvero una programmazione faunistico-venatoria aggiornata e adeguata alle nuove esigenze dettate dalla Comunità europea. Ebbene l’Abruzzo ha una programmazione che risale a 25 anni fa, pertanto obsoleta e inadeguata a rispondere alle odierne esigenze di una caccia moderna, che prevede la programmazione dei prelievi sulla base delle consistenze faunistiche. Ecco perché uno degli obiettivi che ci siamo prefissi è quello dell’approvazione del nuovo Piano Faunistico Venatorio Regionale, uno strumento che consentirà alla nostra regione di tenere il passo con le regioni più virtuose in questa materia e, con esso, anche la revisione dei periodi di caccia. “

L'autore

Federico Di Luigi
Nato a Teramo, iscritto all’albo dei giornalisti dal 2010, in questo anno inizia il lavoro di giornalista presso la redazione dell’emittente televisiva TVSei, nel 2012 entra a far parte come giornalista ed amministratore di un nuovo progetto editoriale “Latv dell’Adriatico” carica che a tutt'oggi ricopre. Dal 2013 lavora con Rete8 ricoprendo il ruolo di responsabile della redazione giornalistica di Teramo

1 Commento su "Abruzzo caccia in ritardo: Pepe “Non mi pento”"

  1. david celiborti | 25/09/2017 di 11:51 | Rispondi

    Penso che i cacciatori dovrebbero essere “cacciati!” Non è giusto continuare a far praticare un hobby così crudele ed insensato, ben sapendo che molte specie animali sono estinte grazie sempre all’uomo che ha distrutto ed inquinato il loro habitat! Bisognerebbe abolire la caccia e chiudere le industrie che ruotano intorno ad essa! La stessa cosa si potrebbe dire dell’ipocrisìa di chi combatte la guerra, desiderando la pace, ma “vendendo le armi”! L’uomo è tanto furbo da autodistruggersi lentamente: l’Homo Sapiens o Demens?

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