Thales, i francesci non vogliono “cedere”

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Decisamente a tinte fosche la fumata al termine dell’incontro romano di ieri, svoltosi presso il Mise, per le sorti della Thales di Chieti scalo: l’attuale proprietà francese non sembra motivata a “cedere”.

Un tavolo iniziato intorno alle 10 e conclusosi nel primo pomeriggio quando i rappresentanti del gruppo francese hanno di fatto abbandonato l’incontro mostrando non poca ” diffidenza” nei confronti di due distinte proposte di acquisto del pacchetto ” dipendenti- stabilimento”. Quella che sembrava la bella notizia attesa da 28 giorni, tanti sono ormai  i giorni di presidio, è stata ridimensionata e spenta dall’abbandono del tavolo da parte dei francesi: gesto che ha insospettito e indispettito  i rappresentanti sindacali presenti all’incontro ministeriale. Convinti che si stesse finalmente scrivendo la parola fine ad una delicatissima vertenza anche le parti politiche, regionali e ministeriali, presenti al tavolo: le due proposte dei due imprenditori, uno dei quali abruzzese, ad una prima lettura hanno mostrato di possedere numeri e piani eppure Thales ha sollevato parecchie “perplessità”. Decisive le prossime ore quando non è escluso che le parti vengano nuovamente tutte convocate a Roma.

 

 

L'autore

Barbara Orsini
Laureata con lode in Scienze Politiche con una tesi pubblicata presso l’IILA di Roma, inizia subito l’avventura giornalistica collaborando con “Il Tempo” e con TVQ. Dal 2002 lavora per Rete8 dove si occupa di cronaca, politica, terza pagina, economia-sindacale e dove ha condotto la rubrica “Allo Specchio”. Ama leggere, viaggiare e declinare tendenze in tutte le sfaccettature.

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