Teramo, a processo carabiniere che usava la divisa per ottenere farvori

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Al via, davanti ai giudici del Tribunale di Teramo, il processo a carico del carabiniere teramano accusato di concussione e tentata concussione per aver utilizzato la divisa per ottenere trattamenti di favore.

Secondo gli inquirenti l’uomo usava la divisa per ottenere trattamenti di favore: generi alimentari e oggetti, come occhiali da sole, gratis o a prezzi stracciati, così come lavori elettrici nel suo appartamento. Al termine del’udienza, che ha visto l’ammissione dei mezzi di prova, il processo è stato rinviato al 7 ottobre per ascoltare i primi testi dell’accusa. Secondo la Procura, il brigadiere in più occasioni avrebbe sfruttato il suo ruolo per fare la spesa e acquistare oggetti senza pagare o pretendendo prezzi di favore: il tutto dietro velate minacce e, in caso di diniego, con frasi dal sapore ritorsivo. Comportamento che avrebbe utilizzato, senza riuscire nell’intento, anche nei confronti di un elettricista a cui avrebbe chiesto di effettuare alcuni lavori nel suo appartamento. A far scattare le indagini sono state proprio alcune segnalazioni delle sue presunte vittime che, stanche di subire, si sarebbero rivolte ai colleghi del carabiniere. I colleghi, indagando, avrebbero trovato conferma delle accuse mosse all’uomo, che nel 2014 è stato raggiunto da un provvedimento di divieto di dimora a Teramo e Montorio al Vomano, revocato solo agli inizi del 2015, dopo otto mesi, su decisione della Corte d’Appello.

L'autore

Barbara Orsini
Laureata con lode in Scienze Politiche con una tesi pubblicata presso l’IILA di Roma, inizia subito l’avventura giornalistica collaborando con “Il Tempo” e con TVQ. Dal 2002 lavora per Rete8 dove si occupa di cronaca, politica, terza pagina, economia-sindacale e dove ha condotto la rubrica “Allo Specchio”. Ama leggere, viaggiare e declinare tendenze in tutte le sfaccettature.

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