Sant’Atto, scoperto opificio cinese

Scoperto a Sant’Atto laboratorio di produzione di borse, per conto di noti marchi dell’alta moda, gestito da cinesi. I 23 operai, tutti cinesi e di cui solo 3 non in regola, vivevano in condizioni di disagio e non sicurezza.

Personale della ASL di Teramo un mese fa aveva già constatato, a seguito di un’ispezione presso il borsettificio, diverse violazioni in materia di sicurezza del lavoro elevando a carico del titolare dalla ditta sanzioni per le scarse condizioni igienico sanitarie degli ambienti di lavoro nonché in materia di sicurezza delle apparecchiature in uso. Nel sopralluogo di giovedì scorso sono state trovate due stanze adibite a dormitorio: all’interno sono stati rinvenuti anche un frigorifero, alcune piastre per la preparazione di alimenti, pentolame e alimenti conservati in maniera del tutto precaria. Ora si procederà agli accertamenti fiscali e tributari essendo emerse, nel corso dell’ispezione, diverse anomalie anche in merito alla gestione  della ditta.

 

L'autore

Barbara Orsini
Laureata con lode in Scienze Politiche con una tesi pubblicata presso l’IILA di Roma, inizia subito l’avventura giornalistica collaborando con “Il Tempo” e con TVQ. Dal 2002 lavora per Rete8 dove si occupa di cronaca, politica, terza pagina, economia-sindacale e dove ha condotto la rubrica “Allo Specchio”. Ama leggere, viaggiare e declinare tendenze in tutte le sfaccettature.

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